Sono intervenuto alla fine del lungo e partecipato corteo della tradizionale fiaccolata del 24 sera a Torino, che con ACMOS Libera UDU FFFuture e Museo diffuso della Resistenza abbiamo concluso in Via Rossini dove una lapide ricorda l’assassinio di un giovane studente dell’Avogadro, Adriano Ferrero di 17 anni, ucciso dalla milizia fascista perché aveva rifiutato il saluto romano al passaggio del feretro di una camicia nera. Non fu incoscienza, fu una scelta consapevole: Adriano pur giovanissimo era già un militante delle SAP torinesi.
Ho ricordato che senza libertà di stampa non c’è democrazia e che oggi più di ieri i giornalisti e le giornaliste sono l’obiettivo principale della violenza criminale e di quella politica. Ho raccontato di Mimmo Rubio e di Amal Khalil, ho concluso ricordando Vittorio Arrigoni ed il suo appello a ‘Restare Umani’.
