È un’altra ignobile messa in scena l’annuncio di negoziati diretti tra Israele e Libano in programma a Washington la prossima settimana?
Non saranno certo i posteri a darci la sentenza. Le false tregue sono ormai parte della narrazione di Trump & Soci. La strategia del presidente statunitense e del premier israeliano Netanyahu è nel migliore dei casi sedersi al tavolo delle trattative con le pistole fumanti piantate alla tempia dei loro interlocutori. La falsa tregua, l’ultimatum degli Usa sempre procrastinato all’Iran servono solo per dare il tempo a Netanyahu di portare a termine quel “lavoro sporco” da tempo perseguito anche sottotraccia in Libano. È chiaro che a dirigere l’orchestra di morte, insomma a decidere i destini della pace nel mondo è il solo Netanyahu. Molte cose ancora ci sfuggono di questa diabolica figura politica in grado, comunque, di imporre a Trump tempi e modi della agenda bellica. Qualcuno avanza l’ipotesi del presidente Usa sotto ricatto per i files del compagno di merende Epstein, personaggio che fu molto vicino sia ai servizi segreti di Tel Aviv che di Mosca. Un Arlecchino servitore di due padroni che anche dalla tomba guasta i sonni di tanti.
Il tempo che passerà fino all’inizio degli annunciati negoziati saranno altri giorni di sangue per il Libano, probabilmente assisteremo ad una accelerazione. I giornalisti restano nel mirino: oggi la giornalista di Al-Manar Suzan Khalil è stata uccisa in un attentato in Libano. Attacchi mirati contro chi cerca di dare voce-suono-immagini e racconto ad un genocidio.
Si fa ancora finta di dibattere intorno a questo vocabolo: genocidio. Come se quello che è già successo nella striscia di Gaza fosse stata una “semplice operazione di polizia” come fu definita a suo tempo. Le giuste sanzioni contro la Russia di Putin per l’aggressione in Ucraina dovrebbero essere parimenti imposte anche ad Israele e Usa dopo l’attacco all’Iran. Ma è un arrampicarsi sugli specchi (sempre più difficile) per trovare adeguate giustificazioni.
Forse è il caso di chiederci: “Chi è più pazzo, il pazzo o chi lo segue?”. Ma questa affermazione di Obi-Wan Kenobi in “Star Wars 4” appartiene al cinema fantastico. Qui invece parliamo della pace del mondo che necessita di risposte ferme e immediate.
