Le motivazioni portate per giustificare l’identificazione dell’europarlamentare Ilaria non ci hanno convinto.
Chi e perché ha disposto di rispondere con eccezionale solerzia alla richiesta arrivata dalla Germania?
Perché subito prima di una grande manifestazione contro la negazione del pensiero critico, le guerre di Trump e quei provvedimenti sulla sicurezza che vogliono colpire la libera circolazione del conflitto e delle opinioni?
Il segnale è chiaro: se possono fermare un’europarlamentare, figuriamoci se non possono fermare cittadine e cittadini che non vogliono piegarsi di fronte al trumpismo di casa nostra.
Sullo sfondo una domanda: quando chi ha violato la legalità internazionale, appoggiato il genocidio ed è stato pure deferito alla corte penale internazionale, vorrà mettere piede in Italia, sarà perquisito, interrogato e arrestato con altrettanta tempestività?
