Giornalismo sotto attacco in Italia

Continua l’assalto del Governo a Bologna: è la volta dell’Università

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Un giorno sì e uno no il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera Galeazzo Bignami, bolognese doc e fedelissimo di Giorgia Meloni, attacca chi governa Bologna chiedendo in continuazione le dimissioni del sindaco Matteo Lepore. E’ evidente che lui e il suo partito sono già in campagna elettorale e la strategia è quella di indebolire agli occhi dei cittadini l’attuale sindaco, anche se le prossime elezioni amministrative il Viminale le ha spostate di sei mesi, al 2027, per consentire l’ultimazione dei cantieri. Credo che un pensierino alla candidatura a sindaco Bignami lo stia facendo, ma nessuno a Bologna ha dimenticato la foto con lui vestito da nazista in occasione dell’addio al celibato.

Questa volta è scesa in campo direttamente la leader Meloni, non contro il Comune ma contro l’Università di Bologna, sostenuta dai ministri Crosetto, Bernini e Piantedosi. Secondo la presidente del Consiglio UNIBO è rea di aver risposto negativamente alla richiesta di creare un corso di laurea triennale in Filosofia strutturato in via esclusiva per soli allievi ufficiali le cui attività sarebbero state svolte a Modena presso la sede dell’Accademia Militare.

La denuncia è stata fatta dal Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Carmine Masiello: “L’istituzione Esercito non è stata ammessa all’università: una discriminazione”.

La risposta dell’Ateneo non si è fatta attendere: “Non è mai stata negata e rifiutata l’iscrizione a nessuna persona purché in possesso dei requisiti necessari, nel nostro ateneo possono iscriversi donne e uomini delle Forze Armate. Il no è all’esclusività del corso di laurea”.

Apriti cielo, la Meloni ha reagito in modo furente: “Atto incomprensibile e sbagliato; l’Ateneo, in quanto centro di pluralismo e confronto, ha il dovere di accogliere e valorizzare ogni percorso di elevazione culturale; il ruolo delle Forze Armate, come previsto dalla Costituzione, è stato messo in discussione; gesto lesivo dei doveri costituzionali che fondano l’autonomia dell’università”.

A proposito di autonomia. Dopo un articolato confronto interno il Dipartimento

di Filosofia ha ritenuto di non procedere e l’Ateneo, nel pieno rispetto

dell’autonomia dei Dipartimenti, ha comunicato la decisione ai vertici militari.

E’ quello di Meloni e company il vero attacco all’autonomia che deve destare forte preoccupazione, così come deve essere difesa la libertà di espressione, la stampa non deve essere imbavagliata, il servizio pubblico radiotelevisivo deve essere slegato dai partiti, il servizio sanitario deve essere garantito a tutti i cittadini.

Difendere l’Università Pubblica significa stare dalla parte della libertà e della democrazia.


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