Giornalismo sotto attacco in Italia

Per gli antagonisti istituzionali nessuna condanna?

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La civilissima città di Bologna, dando l’ennesima prova di grande umanità, si ammassa in piazza per solidarietà verso la famiglia del piccolo imprenditore marocchino Abderrahim Fakir morto asfissiato sotto il peso dei corpi dei poliziotti che lo costringevano a terra.

La generosità di quelle migliaia di persone viene controbilanciata dalle violenze di gruppi di antagonisti che si scagliano contro la polizia. Da Telemeloni alla maggior parte della cosiddetta grande stampa c’è una frenetica corsa a cancellare la grande pagina di umanità e solidarietà scritta dal popolo bolognese per parlare quasi esclusivamente delle violenze. Anzi la presidente del consiglio è arrivata a dare dell’irresponsabile al sindaco della città, Lepore, per aver indetto la manifestazione popolare, del tutto pacifica.

Antagonismo istituzionale come prassi quotidiana di una maggioranza che non guarda mai alle proprie responsabilità. La prima: come mai il sistema di sicurezza non è stato in grado di prevedere o di verificare preventivamente come si erano organizzati i gruppi di violenti pronti a scatenare quella che è stata definita guerriglia urbana? O non lo ha saputo fare o, peggio, non lo ha voluto fare. Se questo è accaduto, quale margine di sicurezza può garantire un apparato che mostra di far acqua da tutte le parti in occasione della prossima ricorrenza del 2 agosto, l’infame strage commessa nella stazione di Bologna 46 anni fa?

Anche in quell’occasione assisteremo alla vergognosa contrapposizione di una parte politica che governa il Paese verso le sentenze definitive che hanno individuato nei neofascisti, della P2 di Gelli, nella complicità di apparati dello Stato la responsabilità del più sanguinario attentato terroristico commesso in Italia?

Antagonismo verso la magistratura, come nel caso Roggero; antagonismo contro il presidente della Repubblica; antagonismo continuo contro i principali dettami della Costituzione come dimostra la legge elettorale truffa su cui la maggioranza vuole mostrarsi compatta facendo l’occhietto all’impresentabile Vannacci che non si vergogna di mostrarsi per come effettivamente è: un gladiatore che vuole far finire nel sangue i suoi avversari.

Amorosi sensi verso la più retriva delle posizioni politiche, antagonismo, solo antagonismo verso i principali presìdi democratici della Repubblica, dal Capo dello Stato, alla magistratura, alla Costituzione su cui, peraltro, la presidente e i suoi ministri hanno giurato. Ma allora. Quale antagonismo è più pericoloso per la Repubblica: quella di idioti o prezzolati violenti che sfasciano vetrice, feriscono poliziotti e che a volte vengono individuati e arrestati o il costante, continuo antagonismo totalmente e sempre impunito di importanti rappresentanti istituzionali?


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