Giornalismo sotto attacco in Italia

Controcorrente Lazio accanto ai colleghi del Tg1 dopo le deplorevoli parole del direttore Chiocci. ” La Rai non sia il cortile di Palazzo Chigi”

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Controcorrente Lazio accanto ai colleghi del Tg1 dopo le deplorevoli parole del direttore Chiocci. ” La Rai non sia il cortile di Palazzo Chigi”
Non serve visionare un’ora e mezza di trasmissione per affermare che l’intervista del direttore del Tg1 a Telenord è la negazione dell’idea di Servizio Pubblico. Non si sa cosa sia più grave nelle parole in libertà di Gian Mario Chiocci. Se l’offesa alla storia del Tg1 e a quella di una redazione che ha avuto fior di maestre e maestri del giornalismo televisivo, di inchiesta e non (al direttore forniremo l’elenco), e che vede tuttora eccellenti cronisti e inviati che continuano a fare quello che hanno sempre fatto: cercare e trovare le notizie. Il Tg1 non ha aspettato l’arrivo di Chiocci per fare gli scoop. Giudizi sferzanti sui colleghi del tutto inopportuni espressi in pubblico dal direttore. Ma ciò che non può essere “normalizzato” è la schietta ammissione che il potere di nomina del direttore del Tg1 (e di tutti gli altri, come dimostra l’annunciata cacciata di Giuseppe Carboni da Rai Parlamento) è in capo alla Presidenza del Consiglio. In spregio palese alle attuali leggi già inadempienti al Regolamento europeo in vigore da un anno, l’EMFA. Dire “Sono grato a Lei (Meloni ndr), anche a lei, per essere arrivato qua”. E aggiungere che “non mette becco, si fida”, sono affermazioni che non diventano “meno gravi” perché svelano “apertis verbis” come stanno i fatti. Da parte nostra nessuna normalizzazione di un fatto che resta grave, come grave è accettarlo e rivendicarlo. Non ci stancheremo di dirlo: la Rai deve essere autonoma dalla politica. Palazzo Chigi non è l’editore della Rai. Governo e Parlamento non possono continuare a ignorare la riforma della governance Rai chiesta dall’Europa.
ControCorrente Lazio esprime solidarietà alle colleghe e ai colleghi del Tg1 sviliti dalle parole del loro direttore e dice grazie a quanti di loro che sono intervenuti a difesa della dignità professionale della redazione. Grazie a Caterina Proietti che onora al meglio il ruolo di rappresentante sindacale. Grazie a chi come lei crede ancora in un’idea di informazione libera e autonoma. Non la lasceremo sola.

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