“Abbiamo portato in commissione Cultura al Parlamento europeo il caso del documentario su Giulio Regeni, escluso dai finanziamenti pubblici” in Italia, “una vicenda che non può essere ridotta al silenzio né sul piano giudiziario né su quello culturale”. Lo scrive in una nota l’eurodeputato del Pd Sandro Ruotolo. “Le dimissioni di due membri della commissione esaminatrice sollevano interrogativi seri sulla credibilità e sull’indipendenza dei processi decisionali. Quando il finanziamento pubblico diventa il principale canale di accesso alla produzione culturale il rischio di ingerenza della politica è inevitabile, specialmente quando la commissione esaminatrice è di nomina governativa. E con esso il rischio di una censura indiretta che colpisce le opere più scomode”, prosegue Ruotolo. “Per questo serve un cambio di passo. È una questione che riguarda anche l’Europa. Dobbiamo chiederci se gli strumenti attuali siano sufficienti a garantire pluralismo e libertà culturale, o se non sia necessario rafforzarli, anche nell’ambito delle politiche sullo stato di diritto”, sottolinea l’eurodeputato dem, aggiungendo che “il caso Regeni non riguarda solo un documentario e non riguarda solo l’Italia: riguarda il rapporto tra verità, potere e cultura” e “chiama tutti noi a una scelta chiara a difesa della libertà di espressione”.
