Giornalismo sotto attacco in Italia

Con Provenzano Vespa ha fatto Vespa

0 0

Quando Sergio Cofferati portò 3 milioni di italiani al Circo Massimo per protestare contro il Governo Berlusconi – una delle più importanti manifestazioni italiane del dopoguerra – in una intervista gli chiesi perché non andava ospite a Porta a Porta di Bruno Vespa: “Non vado dove so che non mi rispettano”, disse il segretario generale della CGIL.

Fabio Mussi, allora ministro dell’Università e della Ricerca, in un camerino di uno studio Rai, prima di andare in onda, mi raccontò che non sarebbe andato mai più ospite da Vespa perché mentre lui parlava da pacifista, affermando  che non esistono missioni di pace con le armi – l’esercito italiano era impegnato in Afghanistan – i telespettatori, sullo schermo gigante dello studio, vedevano in onda immagini di soldati che prendevano per mano bambini, dandogli biscotti e cioccolata, vanificando il suo racconto.

Oggi si grida allo scandalo per lo scontro tra il conduttore e il dirigente del PD Giuseppe Provenzano per la veemenza con cui Vespa ha fatto tacere il politico che si era permesso di interrompere il senatore di Fratelli d’Italia Lucio Malan.

Vespa ha fatto Vespa, l’ha fatto il 9 aprile scorso, e lo farà domani, ha sempre avuto l’editore di riferimento, come lo accusò tanti anni fa Giorgio La Malfa, prima il segretario della DC Forlani, poi Silvio Berlusconi, oggi Giorgia Meloni, domani il potente di turno.

Oggi, sbagliando ulteriormente, il PD chiede provvedimenti della Rai contro l’anziano conduttore.

Sarò sempre contro a chi chiede di spegnere voci, la responsabilità di ciò che è accaduto è anche di tutti quelli che, pur di sedersi sulle bianche poltrone dello studio, scendono a tanti compromessi.

Sul “vestitino fatto su misura” per Gianfranco Fini, frase detta da Vespa durante una telefonata intercettata e resa pubblica, con il portavoce dell’allora presidente di AN, dato che Fini aveva deciso di non andare in tv, scrissi che, forse, non era un capo unico ma di sartoria, poi aggiunsi nel caso di Berlusconi il capo di sartoria diventava un corredo.

Vespa conosce bene il mestiere ed è anche un ottimo sarto, mentre Provenzano ne deve ancora fare di strada, come dimostra il suo commento: “D’ora in poi quando qualcuno mi intimerà urlando di stare zitto, sorriderò e continuerò a parlare”. Era sufficiente dire: “D’ora in poi non andrò più dove so che non mi rispettano”.

Quel dito di Vespa sotto il naso di Provenzano, il conduttore in piedi e il politico seduto, è un’immagine indelebile.


Iscriviti alla Newsletter di Articolo21

Articolo21
Panoramica privacy

Questo sito Web utilizza i cookie in modo che possiamo fornirti la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie sono memorizzate nel tuo browser ed eseguono funzioni come riconoscerti quando ritorni sul nostro sito Web e aiutare il nostro team a capire quali sezioni del sito Web trovi più interessanti e utili.

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.