“Caccia” alla Chiesa degli ultimi e alle Ong. Lo sporco caso del dossier Mediterranea

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Garantisti con i corrotti ma spregiudicati con le Ong e, anche di più, con la Chiesa militante. Ciò che si è letto in questi giorni a proposito del fascicolo sul favoreggiamento dell’immigrazione clandestina per cui è indagato Luca Casarini è, a suo modo, una lezione di giornalismo, quello peggiore, che scrive fiumi di commenti scandalizzati quando vengono pubblicate le intercettazioni su vicende di corruzione grave, riciclaggio, persino mafia e poi affonda il coltello nei fascicoli prendendo anche i dialoghi non pertinenti. In piena vigenza della legge Cartabia, nei giorni scorsi, sono stati diffusi materiali molto probabilmente provenienti da una copia forense e relativi alla vicenda dei 27 migranti che a settembre 2020 erano rimasti bloccati per 38 giorni sulla Marsk Etienne fino all’intervento della Mare Jonio, che li ha poi sbarcati in Italia. Su questo l’avvocato difensore di Luca Casarini ha presentato una querela presso la Procura di Palermo, perché sia accertata un’eventuale azione di dossieraggio. Potrebbe sembrare un termine fuori moda, mentre a guardar bene cosa è stato pubblicato si comprende qual è il punto di caduta di ciò che avvenuto attorno a questo procedimento. Passaggi del fascicolo sono stati utilizzati per attaccare le Ong e la Chiesa, perché è molto, troppo, scomodo questo connubio volto ad aiutare i più deboli, i migranti destinati alla morte in mare. Dialoghi non pertinenti, anzi la cui annessione agli atti del fascicolo sarebbe vietata per legge, mettono in piazza rapporti personali e aprono la porta a ombre sulla Chiesa più impegnata e i suoi rapporti con giornalisti e parlamentari. Il tutto per stroncare il finanziamento a Mediterranea, probabilmente e per attaccare la Chiesa degli ultimi. Curioso che nessuno dei difensori della legge Cartabia, che ha limitato fortemente la cronaca giudiziaria, abbia avuto nulla da ridire su questa storia. Nella sporca partita che si sta giocando sui migranti e relativa narrazione della limitazione degli sbarchi ci sono degli elementi scomodi, uno è la Chiesa più orientata sul sociale, l’altro è rappresentato dalle Ong che in mare ci vanno e sono testimoni oculari della strage.


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