Strage Viareggio. I familiari: “La verità, di fronte a 32 vittime, non si può e non si deve MAI occultare”

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“In questi lunghi anni di frequentazione, ahinoi, delle aule giudiziarie ne avevamo viste e sentite tante. Ci aspettavamo che dalla parte della “corazzata dei potenti” studi legali, allestita dagli imputati, venissero fuori assurdità al limite dell’immaginabile. Ci coglie invece di sorpresa, ci sgomenta e ci indigna, l’atteggiamento e la posizione assunta che dal Procuratore generale ieri in aula durante lo svolgimento della prima udienza del processo di Cassazione”. Lo scrive in una nota l’Associazione dei familiari “Il Mondo Che Vorrei” dopo la 1^ giornata di udienza al processo di Cassazione (IV Sezione penale della Corte di Cassazione).

“Certi che l’agire della Procura Generale sia totalmente svincolato da qualsiasi pressione esterna, possiamo pensare che la posizione espressa sia da imputare alla mole di documentazione talmente complessa e articolata che la Procura stessa si sia trovata a dover analizzare in un lasso di tempo relativamente breve, tale da rendere inopportuna la richiesta di rinvio a giudizio per Mauro Moretti (e non Marco, come scritto nel comunicato ufficiale della Procura generale del 2 dicembre). Tempo relativamente breve, rispetto all’approfondimento minuzioso e sistematico effettuato dalle precedenti Procure in cui le posizioni e le responsabilità degli imputati, tra cui quelle di Moretti, sono state scandagliate e accertate fino in fondo. Auspichiamo, quindi, che ciò non diventi il pretesto per nascondere quella GIUSTIZIA che, dopo aver assistito a più di 180 udienze, pretendono le 32 Vittime, i familiari e la città di Viareggio da 11 anni e mezzo”.

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