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Articolo21 a Marzabotto a sostegno dei cronisti minacciati dagli eredi dei carnefici

 

76 anni dalle stragi di Sant’Anna di Stazzema e Marzabotto: Articolo21 a Marzabotto a sostegno dei cronisti minacciati dagli eredi dei carnefic
Si sentono onorati di raccogliere l’eredità di quegli infami assassini che a Sant’Anna e Marzabotto trucidarono bambini e donne inermi; e “forti” di questa eredità, minacciano oggi i giornalisti che con le parole combattono i “nuovi” fascismi.
Articolo21 non si tira indietro e si schiera senza esitazione alcuna al fianco dei giornalisti minacciati e finiti sotto scorta per gli attacchi da parte di vecchi e nuovi squadristi. Per questo motivo, per denunciare l’incessante sequela di attacchi da parte dei “nipotini” dei carnefici di Sant’Anna e Marzabotto, Articolo21 vuole riunire a Marzabotto i cronisti che subisco attacchi e minacce fasciste.
Sarà un momento di riflessione su quanto accaduto tra la Versilia e Monte Sole, per dire oggi – con la voce dei giornalisti sotto scorta per le minacce fasciste e naziste – che quei 2.390 morti assassinati non sono dimenticati. Nel silenzio dei sacrari rimbomba assordante la richiesta di Libertà che i 189 “pericolosissimi” bambini, le 315 “terribili” donne e i 76 “temibilissimi” anziani sepolti a Marzabotto fanno sentire ancora oggi, 12 agosto 2020.
I giornalisti liberi sono pronti a raccogliere quella richiesta; e chiamano a raccolta, davanti alle fotografie e alle lapidi dei martiri di Marzabotto, cittadini e associazioni che si riconoscono nei valori supremi della Vita e della Libertà.
Sant’Anna di Stazzema e Marzabotto, separate da 136 chilometri e 48 giorni di cammino criminale; unite dall’incredibile numero di 2.390 martiri innocenti.
Partiva oggi, nel 1944, quella che viene ricordata come la Marcia della Morte; i reparti tedeschi si mossero dalla Toscana per eliminare le popolazioni civili che contribuiva alla lotta partigiana contro il nazifascismo.
Antipodi di quell’orribile e disumana operazione, Sant’anna di Stazzena e Marzabotto; le SS partirono il 12 agosto dalla Versilia, ammazzando 560 civili inermi a Sant’Anna, per poi approdare sulle rive del Reno il 29 settembre, dove massacrarono 1.830 anziani, donne: bambini.
Sant’Anna e Marzabotto, due paesi uniti da una tragedia che l’Umanità non può dimenticare, hanno visto Presidenti e Ministri rendere omaggio a quei martiri; ma le formazioni fasciste, nuove o vecchie sono la stessa cosa, non sembrano aver capito il messaggio. E continuano a gettare semi di odio e violenza in un’Europa che non vuol più vedere le scene viste a Sant’Anna e Marzabotto.

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