Il 25 aprile e il sogno di libertà

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La celebrazione della libertà di un popolo è fonte di speranza e ispirazione per tutti gli altri popoli del mondo, in particolare per quelli che sono ancora oppressi. Mai come in questi giorni, in cui siamo costretti a rinunciare ad alcune nostre libertà per tutelare la salute di tutti, possiamo riflettere sul valore inestimabile di questa conquista, di questo diritto, di questo bene primario, la libertà appunto. È il momento di riscoprirne il valore e tutelarne la sacralità, ma anche di esprimere la gratitudine verso coloro che hanno lottato e si sono sacrificati per la liberazione dell’Italia, scrivendo una grande pagina nella storia della civiltà moderna. La Costituzione italiana è uno dei documenti più belli e di più alto valore che sia mai stato redatto. L’Italia libera è un sogno diventato realtà grazie all’impegno di tanti e la tutela di questa libertà è un impegno che deve coinvolgere, ogni giorno, tutti i cittadini.

All’Italia guardano con ispirazione molti popoli, tra cui quello siriano, che da quasi dieci anni paga con il sangue la sua protesta contro un regime liberticida e oppressore su cui pendono accuse di crimini contro l’umanità. Il popolo siriano e quello italiano hanno molto in comune, vantano una storia ricca di cultura, arte, poesia, lunga tradizione di accoglienza e una innata vocazione alla bellezza. Oggi il popolo siriano guarda alla storia italiana con speranza, aspirando al giorno in cui la Siria, libera dal regime e dal terrorismo, potrà scrivere una nuova pagina della sua storia, dove la parola libertà sarà il fondamento di ogni iniziativa.

Quel mare che unisce questi due Paesi è uno spazio di condivisione importante, dove i popoli si rispecchiano gli uni negli altri e si riscoprono amici, vicini, fratelli. In questi difficili anni il popolo italiano ha espresso la sua solidarietà alla Siria in più modi, anche attraverso il ricordo, da parte dei giornalisti italiani, dell’impegno e del sacrificio dei giornalisti siriani. Molteplici appelli e iniziative sono stati lanciati per tenere alta l’attenzione sul dramma dei civili inermi e anche oggi che si celebra la libertà dell’Italia, il pensiero va a chi, come il popolo siriano, alla libertà aspira ancora, nonostante enormi sofferenze. Ci sono molte analogie tra chi ieri ha oppresso l’Italia e chi, oggi, opprime la Siria e anche la narrazione propagandistica ha tratti in comune. Nulla, però, può fermare il cammino verso la libertà del popolo siriano, un cammino che oggi è pieno di insidie. All’uscita di questo tunnel i Siriani troveranno la stessa luce che hanno trovato, il 25 aprile del ‘46 gli Italiani. Sarà bello, allora, poter gioire insieme.


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