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A Fabriano una panchina rossa contro la violenza di genere

 

Donne libere fanno una società libera, donne discriminate riflettono una società malata, senza progresso sul piano umano, culturale e civile. Le donne, però, non si arrendono. Oggi sono protagoniste delle proteste in Cile, in Iraq, in Libano, a Hong Kong e in Iran. Lottano ovunque per diffondere una cultura del rispetto dell’altro, del pluralismo, del rispetto dei diritti umani, a partire dalla libertà. Anche in Italia sono molte le iniziative partite dal basso per sensibilizzare le nuove generazioni su questa emergenza continua e per chiedere iniziative di prevenzione e contrasto, oltre che un sostegno reale agli orfani di femminicidio. C’è un filo rosso che lega i desideri delle donne di tutto il mondo, unite dalla voglia di dire basta a ogni forma di violenza, abuso e discriminazione. Un filo rosso, dello stesso colore delle panchine che in molte città verranno inaugurate il prossimo 25 novembre. Anche Fabriano, la città della Carta, in provincia di Ancona, avrà la sua panchina, all’interno dei giardini Regina Margherita. Un’iniziativa promossa dall’associazione Artemisia, che apporrà anche una targa, voluta anche dal Comune, in ricordo di tutte le vittime di femminicidio. L’inaugurazione avverrà alle 15:30, e proseguirà con l’anteprima alle 18:00 di una mostra dell’artista fabrianese Mara Brera, organizzata dalla Commissione Pari Opportunità nel Complesso di San Benedetto, alla quale interverranno: l’associazione Artemisia con “Sportello anti-violenza a Fabriano”; la sottoscritta con un intervento su “La violenza di genere come arma di guerra”; infine l’artista Mara Brera con “Il valore terapeutico dell’arte”. Una presenza doverosa la mia, per testimoniare l’adesione a tutte le iniziative atte a denunciare la violenza contro le donne, ma anche per dare alle donne in difficoltà un messaggio di speranza, per incoraggiarle a spezzare le catene che impediscono loro di essere libere e padrone delle loro vita e a denunciare chi le discrimina, le condiziona, le abusa. Nell’occasione dedicherò un pensiero a tutte le donne minacciate, arrestate e uccise nell’ultimo anno in Italia e nel mondo, ricordando, in particolare, l’attivista curdo-siriana Hevrin Khalaf, barbaramente uccisa lo scorso 12 ottobre e all’attivista somala Almaas Elman, uccisa in un agguato a Mogadisco.

(nella foto una delle panchine già installate in altre città)

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