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Selfie di famiglia, un inno alla forza delle donne

 

Héloïse  vive a Parigi. E’ una donna giovane, solare, bellissima, divorziata, con tre figli, un padre da accudire, ed un ristorante da mandare avanti. Non ha tempo da dedicare a se stessa, se non qualche breve, e spensierata, fuga d’amore che dura lo spazio di poche ore, con annessi, immediati, sensi di colpa per aver sottratto tempo ai propri figli e per questo pronta, all’alba a correre a casa con una busta piena di ciambelle per la colazione. Héloïse è una donna forte, solida, ma, al contempo, anche fragile a causa del peso delle responsabilità dalle quali non può e non vuole sottrarsi. Ma è soprattutto una madre amorevole, comprensiva verso le esigenze dei figli.

La sua routine familiare subisce un duro colpo a causa dell’imminente partenza della figlia Jade per una Università del Canada; l’unica figlia rimasta a vivere con lei negli ultimi anni e con la quale ha instaurato un rapporto speciale fatto di complicità. Ed è così che l’ansia del distacco sembra prendere il sopravvento sulla sua vita, quasi  un’onda emotiva che, a tratti, le fa perdere il contatto con la realtà. Inizierà quindi a filmare la figlia con il suo telefonino in modo quasi ossessivo, pur di conservare i ricordi della quotidianità vissuta insieme a lei,  tuffandocisi dentro. Il mondo sembrerà crollarle addosso allorquando perderà il suo prezioso telefonino dei ricordi.

Ma la partenza di Jade, nella sua  drammaticità, costituirà per Héloïse anche un’occasione di riscatto per la riappropriazione di sè in quanto donna.

La regista francese Lisa Azuelos, torna a sorprendere con ‘Selfie di famiglia’ (Mon bébè, nel suo titolo originale e probabilmente più efficace), nel quale descrive magistralmente il peso e la leggerezza di Héloïse, che è al contempo una madre, una figlia, ma anche una donna che ha bisogno di svago e di amore. Un’opera profonda, ma al contempo leggera e commovente – impreziosita da attimi di assoluta tenerezza resi da un gioco di continui flashback – sull’importanza di andare avanti, a dispetto di tutto. Perché, come la stessa protagonista comprende, non si può controllare tutto – il desiderio di un figlio di andar via da casa, l’intervento chirurgico imminente del padre – ed è importante imparare a ritagliarsi, in questo caos chiamato vita, attimi di spensierata felicità. Un film vero, sincero, in cui molte donne potranno ritrovarsi.

Nonostante una trama esile, l’opera si regge proprio sull’equilibrio tra dramma e comicità e sulla straordinaria interpretazione di Sandrine Kiberlain, una splendida Héloïse, affiancata da Thaïs Alessandrin, Kyan Khojandi, Yvan Attal. Ragioni sufficienti per non mancarlo!

In sala in Italia da domani 19 settembre con I Wonder Pictures.

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