La moltiplicazione del maresciallo Novembre

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E’ una definizione abusata, civil servant, e forse Silvio Novembre avrebbe preferito una declinazione italiana; ma non il classico servitore dello Stato, troppo pomposo, troppo retorico: sarebbe bastato un semplice Maresciallo della Guardia di Finanza. Non era falsa modestia, quella del Maresciallo Novembre. Era una fortissima consapevolezza: la grandezza degli uomini non dipende dal grado o dalle stellette, ma dall’impegno, dalla responsabilità verso sé stessi e il Paese, e dal senso più profondo dello Stato. Di Giorgio Ambrosoli –l’eroe borghese ucciso quarant’anni fa su mandato di Michele Sindona- Silvio Novembre fu braccio destro, amico e confidente. E quando arrivarono le prime minacce al liquidatore della Banca Privata ne divenne -ad insaputa di Ambrosoli- anche il bodyguard: innumerevoli le notti trascorse appostato in auto sotto casa del liquidatore, come personalissimo angelo custode, perché nessuno pensò mai che ad Ambrosoli potesse servire una scorta.

“Insieme non eravamo una somma, eravamo una moltiplicazione” amava ricordare Novembre sugli anni passati a smontare il complesso di scatole cinesi che Sindona aveva costruito intorno alla Banca Privata in un intreccio di interessi criminali, mafiosi e massonici. Una rete estesissima e potente: basti pensare che le indagini sull’omicidio di Ambrosoli porteranno i giudici Giuliano Turone e Gherardo Colombo a scoprire gli elenchi degli iscritti alla Loggia P2. Chi ha salutato oggi quel Maresciallo schivo e incorruttibile ne ricorda le doti investigative, il metodo modernissimo, la fama di trascinatore e il messaggio per le nuove generazioni. Ai funerali, infatti, hanno partecipato anche decine di giovani cadetti della Scuola della Guardia di Finanza. A loro si è rivolto il Comandante Generale Giuseppe Zafarana, ricordando l’esempio di Novembre: “Prima o poi arriva l’ora in cui si deve prendere una posizione che non è ne sicura, nè conveniente nè popolare; ma bisogna prenderla, semplicemente perché è quella giusta”. Articolo 21 Lombardia si associa alle petizioni, già partite, perché il Maresciallo Silvio Novembre sia ricordato dal Comune di Milano con l’intitolazione alla memoria di una strada o di un giardino pubblico.


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