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Dedico questo mio premio a Rosario Livatino, spesso non ricordato come si converrebbe

 
Un riconoscimento che arriva da casa tua vale doppio, anche di più.
E Leverano, comune virtuoso in provincia di Lecce, è casa mia, lo è sempre stata.
“Sollecita della legalità e della libertà di stampa, è in continua ricerca della verità, lottando in prima persona contro infiltrazioni mafiose attraverso l’informazione pubblica. Donna residente a tutte le difficoltà presentatesi durante la realizzazione delle sue inchieste, spesso approdate in tribunale, si distingue nel  territorio per il suo grande coraggio, per la sua abnegazione e per l’alta moralità”.
Parole pesanti come pietre, nella motivazione del Premio Torre di Federico II-sesta edizione, organizzata da ILP-Impegno per Leverano
Parole che inchiodano a grandi responsabilità.
Un premio arrivato il 21 settembre, anniversario dell’assassinio per mano della stidda agrigentina, del giudice Rosario Livatino.
Onore di questa terra, bandiera di democrazia, libertà, legalità, per tutti noi e per le generazioni future. A lui, spesso non ricordato come si converrebbe, dedico questo premio. Alla gente “normale” che rivendica il diritto di stare dalla parte giusta. Al punto da diventare eroi.
Pensate, essere persone perbene è atto eroico!
Questo riconoscimento, consegnatomi da un uomo dello Stato, di quelli che indossando una divisa lavorano senza sosta per la sicurezza di ognuno di noi, un carabiniere, viene dopo giorni difficili, di decisioni importanti, quando ci si chiede se vale la pena “morire” per un ideale.
Io ho deciso che sì, vale la pena, sempre.
Ed è per questo che tale momento va dedicato anche alla famiglia di Articolo Ventuno che non è un semplice portale, ma un coacervo di percorsi, storie, scelte, di frontiera. Forgiati su quelle meravigliose, sacrosante, forti parole della nostra Costituzione. Che hanno l odore infinito della LIBERTÀ.

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