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Auguri Sergio, maestro di democrazia

 

Che gioia poter fare festa per un maestro della nostra professione che compie 100 anni! E soprattutto un maestro vero come Sergio Lepri, che per oltre 70 anni ha testimoniato sul campo come si può essere giornalisti onesti, rispettosi dei lettori e della Costituzione, con l’obiettivo della qualità e della verità. E’ possibile, Sergio ne è la testimonianza oggettiva, con la sua modestia, la sua ironia tutta toscana, ma con la consapevolezza che nel percorso della storia bisogna comprendere, dialogare, capire ma alla fine stare dalla parte giusta. Lui l’8 settembre del 1943 ha scelto, ha combattuto per liberare l’Italia dal nazifascismo e lo ha fatto da liberale quale era, ideali ai quali nella sua pratica professionale non ha mai rinunciato. Sergio è stato ovviamente soprattutto l’Ansa. Un binomio per decenni diventato sinonimo, e che meriterebbe un’analisi storica più approfondita. L’Ansa era la Cassazione per il giornalismo italiano. Se arrivavi– raramente – sul luogo di un evento prima dei colleghi dell’Ansa era dura convincere i capi in redazione che gli stavi raccontando la verità, bisognava aspettare l’Ansa! Una lunga stagione in cui la direzione di Lepri non perdeva mai di vista la qualità anche formale della notizia. Il testo, insomma, andava scritto bene, dopo aver dato il flash i vari lanci di agenzia dovevano avere un linguaggio semplice, esaustivo ma anche perfetto nella scrittura, ogni take doveva essere un prodotto di qualità.

La qualità ha permeato tutte le successive attività di Sergio, la sua partecipazione alle commissioni di selezione dei nuovi colleghi, il suo stimolo fin dalla sua fondazione alla nostra associazione, il senso di appartenenza al grande popolo schierato con la carta costituzionale e con il ragionamento. Ho sentito più volte da lui l’invito a cercare di ragionare sempre, a non stancarsi mai di convincere gli altri con l’esempio, con le motivazioni di una scelta, con il ragionamento, appunto.

I suoi libri sono uno strumento indispensabile per i colleghi più giovani, per chi si affaccia oggi alla professione in questo mondo reso difficile dal dominio della velocità che sovrasta il ragionamento. Questo giovanotto con un secolo di vita continua a darci grandi lezioni e noi di Articolo 21 siamo davvero orgogliosi di averlo come garante, come fondatore, come amico. Auguri Sergio!

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