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Striscione contro Lega a Salerno, cittadini denunciano: polizia entra in abitazione privata per farlo rimuovere

 

Credevano che dopo aver visto perquisire bus di manifestanti diretti a una manifestazione pacifica per sostenere valori della Costituzione, sequestrare striscioni di dissenso, spintonare e fermare una signora matura per una contestazione mal gradita, avessimo visto il peggio della deriva autoritaria di un ministro dell’Interno che utilizza le Forze dell’ordine per limitate il diritto alla libertà di pensiero e di espressione, costringendoli a violare delle leggi costituzionali.
E invece no. Ieri a Salerno, grazie alla denuncia di alcuni cittadini, non solo abbiamo scoperto che appendere al proprio balcone uno striscione che critica la Lega non sia più consentito, e viene adombrata la possibilità che si stia commettendo un reato pur di introdursi in un’abitazione privata per intimare alla proprietaria di rimuoverlo, addirittura viene sequestrato il telefonino a una giovane che dopo un selfie aveva chiesto provocatoriamente “non siamo più terroni di m…a?” riferendosi a vecchi slogan leghisti pronunciati in passato dallo stesso Salvini.
A che titolo è stato dato l’ordine di farsi consegnare il cellulare al fine di cancellare il video, con tanto di inseguimento?
Se confermata, la richiesta di Matteo Salvini di intervenire in tal senso, rivolta alla Digos, rappresenta una grave violazione costituzionale.
Chi ha deciso di eseguire le disposizioni del ministro ha commesso un illecito.
È stato violato non solo un diritto sancito dalla Costituzione italiana, con l’articolo 21, ma anche dall’articolo 10 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali ratificata dall’Italia il 4 agosto del 1955.
Pertanto il cittadino che fosse privato di tale diritto o limitato nell’esercitalo è legittimato a presentare un ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo, per ottenere giustizia per i danni subiti, anche morali, purché siano esauriti tutti i possibili rimedi giurisdizionali interni
La domanda, dunque, sorge spontanea: la magistratura italiana aprirà un’inchiesta?
Non si tratta solo di una violazione della libertà di critica e del diritto al dissenso, ma anche di un abuso intollerabile di potere.

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