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Quei silenzi sul caso Ferentino che, forse, approderà in Commissione Antimafia

 

Ferentino è un piccolo comune in provincia di Frosinone con poco più di ventimila abitanti. Ha una giunta di centro sinistra. Da qualche mese è al centro delle indagini degli investigatori del gruppo dei carabinieri Frascati (il piccolo ma agguerrito nucleo dell’arma che ha inferto “colpi” importanti al clan dei Casamonica). Le indagini coordinate dal sostituto procuratore della DDA di Roma Corrado Fasanelli sono partite dalla denuncia di un imprenditore di Tivoli Lorenzo Scarsella che doveva realizzare l’ampliamento cimitero del comune ciociaro. Un progetto importante che prevede la costruzione di 2500 loculi, circa 100 cappelle che costeranno dai 30 ai 40.000 euro. Cosa racconta Scarsella ai carabinieri? Racconta delle richieste di denaro del consigliere comunale di Ferentino Pio Riggi delegato ai servizi cimiteriali che incomincia a rivolgergli pressanti richieste di denaro. Dopo alcuni giorni si “ fa sotto” con Scarsella un gruppo di soggetti variegato che dice di parlare a nome della camorra.

Ecco il racconto dell’imprenditore: ”In maniera studiata, mentre i tre mi guardavano in cagnesco e con fare intimidatorio, Ugo mi chiedeva di alzarci e, mettendoci leggermente in disparte, mi diceva che Pio Riggi aveva un debito di circa 300000,00 euro (trecentomila) con una famiglia camorristica operante nel centro storico di Napoli. In particolare si qualificava appartenente alla camorra e mi riferiva che Luciano Rosa gli aveva presentato Pio Riggi, a cui il sodalizio criminale aveva prestato quel denaro e che gli aveva detto che io avrei corrisposto tale somma in sua vece”. La vittima riconosce Ugo in Ugo Di Giovanni uomo di punta della famiglia di Michele Senese alias ‘O Pazzo uno dei quattro re di Roma attualmente, con una condanna trant’anni di galera, detenuto per aver ordinato l’omicidio di Giuseppe Carlino.

Le minacce, “le visite” degli uomini dei Senese continuano e l’imprenditore spaventato le denuncia agli inquirenti. Sono proprio le denunce e le intercettazioni ambientali e telefoniche che consento alla procura antimafia di chiedere ed ottenere gli arresti di Giovanni e del consigliere di Ferentino Riggi per estorsione aggravata dal metodo mafioso è il Riggi secondo il pm Fasanelli ed il gip Flavia Costantini ad aver chiamato in “soccorso” un pezzo da novanta della malavita romana come Ugo Di Giovanni. L’inchiesta procede e pochi giorni fa porta agli arresti domiciliari l’ex assessore comunale ai lavori pubblici Luca Bacchi.Le accuse anche in questo caso di estorsione aggravata con il metodo mafioso. Su Ferentino scrive anche Giovanni Bianconi:” Ciò che è stato scoperto nel paese del Frusinate diventa il paradigma di un rischio che riguarda tutti: è il timbro della criminalità che si erige a sistema”.

E’ il 18 aprile quando Bianconi scrive di Ferentino sul Corriere della sera, eppure nonostante gli arresti per reati aggravati dal metodo mafioso che coinvolgono amministratori ed ex amministratori tutto tace..Nessuna commissione d’accesso risulta insediata nel comune ciociaro. Perché nel Lazio ancora oggi non è bastato lo scioglimento del consiglio comunale di Nettuno per condizionamento da parte della criminalità organizzata (AD 2005) oppure lo scioglimento del X Municipio di Ostia (AD 2015). Per ora è certo solo quanto annunciato dal Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, Nicola Morra, il quale ha annunciato che quando il Ministro dell’Interno, Matteo Salvini, sarà audito gli verrà chiesto anche del caso Ferentino.

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