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Milano. Un corteo pacifico, inclusivo, non banale

 

Se un messaggio c’è, il messaggio è: “Niente paura”.  Le 250mila persone che da via Palestro-angolo corso Venezia hanno sfilato il 2 marzo fin sotto la Madonnina si sono semplicemente riconosciute. Un corteo colorato, abbacinante nei brandelli delle coperte isotermiche che avvolgono i naufraghi, usati come segno dai manifestanti. Al di là dei numeri – aggiornati in corso d’opera e sempre in crescendo – il corteo nazionale “chiamato” a Milano da People2March è stato un successo. Ha fatto gridare alla “rinascita della Sinistra”, quando della “sinistra” il corteo ha raccolto le macerie dopo – esempio – la fornitura delle motovedette al servizio dei lager libici o l’abolizione del reintegro per il licenziamento senza giusta causa.

Una manifestazione di popolo che sta scatenando quei commentatori che hanno fatto del “benaltrismo” un tratto distintivo quando si tratta di discutere dei diritti fondamentali dei migranti (quindi, anche dei nostri).

Dietro l’hashtag “prima le persone” sono andati a racchiudersi temi di accoglienza, inclusione e politica economica europea; criticità ambientali, equità e giustizia sociale. Una piattaforma che prefigura uno sviluppo “altro” che parte da una sorta di nuovo umanesimo, digitale e militante per i diritti umani. Qui, in Italia, il paese che per Steve Bannon rappresenta il “laboratorio politico” del pianeta, diviso tra “sovranisti”, “vecchia politica del 900” e laureati all’Università della strada, come usa scrivere su Facebook chi la strada la sta vedendo dalla tastiera. Ecco, in questo infinito “The Truman Show” post 2 Marzo, la verità è che si dovrebbe partire dal fatto meno compreso.

Ciò che pare non esser stato afferrato è il punto politico più importante. Apparso lampante in una straripante piazza Duomo. Un corteo con tanti carri, e tanti vincitori.

Ma senza palco ne leader.

Con una prima fila, com’è ovvio che sia – a cui va il merito di aver fatto da motore e collante della galassia di chi crede in un “noi”, senza per forza il bisogno di un “loro”. Associazioni, nomi, esperienze e pratiche quotidiane che hanno composto, alla fine, una piazza di persone che con le dita hanno disegnato un cuore. Un cuore. Come a dire “restiamo umani”, non come fosse un “ti lovvo” al concerto estivo sul bagnasciuga. In piazza persone con i “sassolini” nelle scarpe, quelli calpestati dai migranti dopo un naufragio.

L’olistico cartello scritto su legno “Volemose bene” sembra esser nato lì per lì, sul selciato, come un fiore tra il tourbillon di shopping e frenesia del luogo. Un corteo pacifico, inclusivo, non banale. Umano. Siamo alle basi: e cosa c’è di meglio per ripartire?

Anche se esiste una sola razza, quella umana, ci sono sempre state “due Italia”.
E’ già successo. Succede oggi. Siamo il frutto di una classe politica che punta a dividere i cittadini per “farsi” i propri elettori. Segue solo i sondaggi e ci rifila una bandierina da sventolare. Contro qualcuno, s’intende. E così siamo ai “cittadini-tifosi”, prefigurati dal berlusconismo e compiuti oggi nell’arena dei social con cittadini che diventano fan. Oggi ci si divide tra chi, fomentato da abili avvelenatori di pozzi, sfoga la sua rabbia contro di “loro”; un’alterità di volta in volta rappresentata dal Sud, dai marocchini, dall’Europa, dai “negri” o dal vicino di casa, dall’allenatore, la prof e così via. E chi, invece, pensa che il problema sia il modello: le “squadre” che la narrazione dominante vuole imporci.

Collaborazione e sviluppo plurale è ciò che ha messo in campo, invece, il corteo del 2 marzo. terminato senza un palco, un microfono, un megafono. Il modello realizzato da chi pratica, da posizioni diversissime, piccoli e grandi gesti di resistenza alla disumanizzazione dell’altro e alla deriva illiberale dell’Italia: sul lavoro, in casa, sui social o al bar. In un pianeta, la Terra, con 7 miliardi e mezzo di persone molto diseguali e una politica sempre più al servizio del denaro, il corteo del 2 marzo a Milano ha rappresentato una boccata di ossigeno. E’ stato “fatto” a Milano, città del design e del “fare” che in un prossimo futuro sarà il luogo più caro al mondo in cui abitare. “Ne avevamo bisogno” è il commento topicnel serpentone di Milano. Come dopo un lungo viaggio, un brutto sogno: riconoscersi allo specchio. E dirsi: “Ok, nessuna paura. Eccoci qui”. Dall’operaio che vuole il figlio dottore, a quel mondo cooperativo che non ha tradito i suoi valori dietro gli appalti “al massimo ribasso”.

Attenzione, quindi, a mettere “il cappello” su questa dirompente manifestazione antirazzista e antifascista. Le persone sono spaesate, impaurite. Il 2 marzo è stato confortante, una base. Avanti Popolo. Anzi, avanti People.

Mattia Motta per Articolo21.org


I numeri della manifestazione di People – Prima le Persone, Milano 2 marzo

– In piazza 250mila persone

– 30 associazioni promotrici dell’appello di People – Prima le persone, Milano 2 marzo

– 1.200 associazioni che hanno aderito all’appello, tra cui Articolo21

– 40mila le adesioni individuali attraverso la piattaforma www.people2march.org e dai canali social

– 30 i gonfaloni che hanno sfilato

– 700 i Comuni dai quali sono arrivate le adesioni singole

– 15 gli incontri di avvicinamento organizzati in 30 giorni a Milano

– 20 i pullman arrivati a Milano per la manifestazione

– 7 i camion di alcune delle associazioni promotrici che hanno aperto il corteo

Le 30 associazioni promotrici di People – Prima le persone, Milano 2 marzo

ACLI MILANO, MONZA E BRIANZA – ACTIONAID – ANPI PROVINCIA DI MILANO – CNCA – COMITATO INSIEME SENZA MURI – I SENTINELLI DI MILANO – MAMME PER LA PELLE – AMNESTY INTERNATIONAL ITALIA – AMREF HEALTH AFRICA – ANOLF MILANO – ARCI MILANO, MONZA E BRIANZA E LODI – ASSOCIAZIONE AFRO FASHION – GCIL CAMERA DEL LAVORO DI MILANO – CGIL – CISL – UIL – CASA DELLA CARITÀ – CIAI Centro Italiano Aiuti all’Infanzia – CISL MILANO METROPOLI – COMUNITÀ DI SANT’EGIDIO MILANO – EMERGENCY ONG ONLUS – FESTIVAL DEI DIRITTI UMANI – FESTIVAL GOES DIVERCITY – LIBERA MILANO – NOWALLS – MEDICI SENZA FRONTIERE – PASSEPARTOUT CONSORZIO DI IMPRESE SOCIALI – RAZZISMO BRUTTA STORIA – TERRES DES HOMMES – UIL MILANO E LOMBARDIA

#primalepersone  #iocisarò

www.people2march.org

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