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Rispetto della dignità umana e della non discriminazione. L’Agcom apre una consultazione pubblica per contrastare l’hate speech nei servizi di media audio-visivi

 

Agcom mette in consultazione pubblica, aperta a tutti gli interessati, una bozza di regolamento contenente uno specifico presidio sanzionatorio per la violazione del principio del rispetto della dignità umana e della non discriminazione  che è alla base della normativa sul pluralismo radio-tv. Inoltre, in attesa della trasposizione della direttiva europea SMAV, l’Autorità introduce una con-regolazione per le piattaforme di video-sharing on line”. Lo scrive spiega ad Articolo21 Antonio Nicita, commissario Agcom.

“Agcom ha assistito ad un preoccupante fenomeno di crescita dell’intolleranza nei confronti di parti deboli della società cui la normativa europea e nazionale radiotelevisiva e i trattati internazionali assicurano tutela. Occorre trovare sempre il delicato equilibrio tra libertà d’espressione e rispetto della dignità umana. Per questo Agcom si apre al contributo di tutti ed è pronta ad accogliere i suggerimenti che perverranno nei 30 giorni di consultazione a partire ovviamente dal mondo dei giornalisti con i quali intendiamo avviare gruppi e meccanismi di collaborazione e monitoraggio su questo specifico tema”

“L’Autorità – commenta Carta di Roma – propone uno schema di regolamento che ha il merito di sistematizzare una materia così complessa e di fornire misure pratiche per tutelare il pubblico da contenuti di contenuti che istigano alla violenza o all’odio nei confronti di un gruppo o di un membro di un gruppo. Da questo punto di vista di vista tre sono gli aspetti cruciali che lo schema di regolamento propone: i destinatari, i criteri per l’individuazione dei contenuti di odio e la scelta di un metodo partecipato.

L’Autorità individua tra i destinatari della delibera non sono solo i fornitori di media audiovisivi e radiofonici, quindi programmi in informazione e intrattenimento per intenderci, ma anche i fornitori di piattaforme per la condivisione di video, invitati nello specifico a fornire un rapporto trimestrale circa l’individuazione di contenuti di odio on-line.

Inoltre, punto essenziale per l’individuazione dei contenuti di istigazione all’odio è il criterio per definire cosa è hate speech e cosa non lo è. Da questo punto di vista, l’Autorità individua e raggruppa alcuni elementi, ripresi dalla letteratura internazionale, per la rilevazione delle discriminazioni. Elementi come il contesto in cui viene pronunciata l’espressione, il tono utilizzato, il ruolo del giornalista/conduttore, il bersaglio della discriminazione, la reiterazione o meno dell’espressione, l’uso di elementi grafici. Tutti fattori che facilitano un monitoraggio di contenuti espliciti, con un carattere dunque di oggettività e di ripetibilità.

Inoltre la scelta di invitare tutti i soggetti  interessati a rivolgere osservazioni e suggerimenti all’Autorità stessa, segnala un modo di procedere incentrato sulla partecipazione e sulla condivisione delle competenze.

Infine, l’insistenza sulle buone pratiche che le emittenti e le piattaforme on line dovrebbero mettere in campo per la promozione di contenuti di inclusione sociale, di integrazione, di apertura alla diversità, dando voce diretta ai protagonisti, segnala la consapevolezza che la diffusione di una corretta informazione è il primo passo per il contrasto alla discriminazione sulla base del colore della pelle, del Paese di provenienza o dell’orientamento sessuale”.

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