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A Caracas le farmacie sono vuote, gli alimentari scarseggiano, gli ospedali sono al collasso

 

L’ Unione Europea, per il momento, non potrà ufficialmente riconoscere Juan Guaidò come legittimo Presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela. Decisivo, infatti, il veto imposto dall’Italia, dopo che nella riunione dei Ministri degli Esteri dell’Unione Europea, che si è conclusa da pochi giorni a Bucarest, ben 27 Stati membri avevano trovato un accordo comune in suo favore, dopo una proposta avanzata della Svezia. Il Presidente del Consiglio Italiano, Giuseppe Conte, ha fatto comunque sapere che l’Italia “ non riconosce le elezioni presidenziali” vinte da Nicolas Maduro nel 2018 ed auspica che vengano indette quanto prima “ nuove elezioni”.

L’intricata questione venezuelana rischia di diventare l’ennesima patata bollente per i già precari equilibri geopolitici internazionali. E su quel che potrebbe essere il  futuro della storica repubblica sudamericana, fondata da Simon Bolivar , è bene ricordare che Stati Uniti e Russia hanno interessi ed obiettivi opposti, un fattore non di poco conto. Intanto a Caracas le farmacie sono vuote, gli alimentari scarseggiano, gli ospedali sono al collasso ed al mercato nero dei viveri i prezzi sono esorbitanti. I più fortunati, invece, riescono a volte a varcare il confine e a rifornirsi in Colombia, oppure a ricevere dei pacchi che gli vengono inviati dall’ estero da qualche familiare. Per la popolazione, in ogni caso, la situazione è difficilissima, mentre Maduro è sempre più protetto dalle brigate paramilitari dei “ Colectivos”. Lo stesso Maduro non ha risparmiato attacchi di ogni genere al   deputato Guaidò (che si è dichiarato Presidente  il 23 gennaio scorso ) ,  accusandolo di essere il protagonista di un golpe diretto ed orchestrato dagli americani, a cui farebbero gola i pozzi petroliferi venezuelani.

A riguardo ha preso posizione la rete di associazione italiane Pro Venezuela “Venezolanos en Red” , che in un comunicato stampa fa sapere che “Il Presidente ad interim Juan Guaidó non si è autoproclamato, ma ha assunto la carica di Presidente ad interim secondo regolare iter costituzionale previsto dall’art. 233. Juan Guaidó è stato eletto dall’Assemblea Nacional, ovvero il Parlamento venezuelano. Quest’ultimo, è l’unico organismo governativo autonomo e regolarmente eletto nella nazione dal momento che, come dimostrato dai fatti accaduti: – nel 2016, quando il Consiglio Elettorale Nazionale (CNE) ha annullato il referendum revocatorio organizzato secondo le modalità Costituzionali; – nel 2017 quando il Tribunal Supremo de Justicia (TSJ, Magistratura) ha esautorato l’Assemblea Nazionale, per poi tornare sui suoi passi qualche settimana dopo per il duro responso internazionale; – nel 2017, quando attraverso il TSJ, Maduro ha sostituito l’Assemblea Nazionale con l’Assemblea Costituente, senza il referendum popolare richiesto dalla nostra Costituzione, ed indetto delle elezioni anticipate secondo le regole dettate da questa Assemblea Costituente irregolare.” Nel comunicato si fa anche presente che in assenza della divisione dei poteri e dinanzi al mancato rispetto dei requisiti minimi per elezioni libere ed attendibili , riscontrati da U.E., O.H.C.H.R., Lima  Group e dall’ O.S.A. ( Organizzazione Stati Americani) , la persecuzione e la detenzione dei candidati di opposizione, la seconda rielezione di Maduro, attraverso elezioni anticipate indette nel 2018,  non è considerata legittima.

Il comunicato prosegue nell’ affermare che “L’ex Presidente Nicolas Maduro ha portato a termine il suo mandato e, in presenza del vuoto legislativo creatosi, Juan Guaidò ha prestato giuramento davanti al popolo (sovrano, consultato per mezzo dei cabildos, previsti anche questi dalla nostra Costituzione all’art. 70) al fine di indire nuove elezioni. Della rete “ Venezuelanos En Red “ fa parte anche la dott.ssa Lorena Franceschini, Vice Presidente dell’ associazione “ Venezuela Italia Mondo”  che si dice certa che “ in Venezuela non potrà mai scoppiare una guerra civile, in quanto la popolazione non è armata, al contrario dell’ esercito e dei Colectivos. L’unica transizione pacifica e democratica può essere portata avanti solo dal Presidente Ad interin,  Juan Guaidò. Ed affermare che gli Stati Uniti vogliono mettere le mani sul petrolio del Venezuela è la solita banalità che viene detta da chi non conosce bene la realtà che sta vivendo il nostro paese. La situazione interna è gravissima, e siamo di fronte ad una emergenza senza precedenti”. La sua associazione ha partecipato sabato 2 febbraio ad una serie di manifestazioni che si sono tenute in tutta Italia, indette per chiedere libertà per il Venezuela. Sempre sabato scorso, intanto, un fiume umano ha invaso Caracas per chiedere le dimissioni di Maduro il quale, a sua volta, ha indetto una contromanifestazione in suo favore. Ed anche nelle forze armate si registrano divisioni. Il generale dell’ aeronautica Francisco Esteban Yanez Rodruguez, infatti, ha annunciato pubblicamente il suo appoggio incondizionato a Juan Guaidò.

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