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Consegnati alla festa di Articolo21 i Premi per la libertà di informazione

 

Si è tenuta ieri sera alla Casa Internazionale delle Donne la consueta festa di fine anno di Articolo21. Un’occasione per stare insieme con donne e uomini che hanno condiviso insieme a noi iniziative e campagne nel corso dell’anno e anche per premiare chi si è distinto nella difesa della libertà di espressione subendo anche minacce e intimidazioni.
Dopo un ricordo della strage di Piazza Fontana (12 dicembre 1969) e un applauso commosso della platea rivolto al collega italiano Antonio Megalizzi in coma farmaceutico a Strasburgo è stata la volta dei premi.
Questi i premiati e le rispettive motivazioni:

CORINNE VELLA, per l’impegno a tenere accesa la memoria della sorella Daphne Caruana Galizia,  stimolare le indagini per scoprire i suoi assassini, denunciare i depistaggi continui e incitare i media internazionali a proseguire le sue inchieste.

DENIZ YUCEL, giornalista tedesco di origine turca, detenuto per oltre un anno e poi costretto a lasciare la Turchia a causa dei suoi articoli come corrispondente del quotidiano tedesco Die Welt, che hanno portato i giudici di Istanbul ad accusarlo di essere un agente al servizio degli stranieri e del terrorismo, solo perché raccontavano all’estero la deriva autoritaria e repressiva del regime di Erdogan (a ritirare il premio Antonella Napoli, membro dell’ufficio di presidenza di Articolo 21, esperta di Turchia e impegnata nelle campagne internazionali per la libertà di informazione).

ALESSIO CREMONINI, che nel suo film “Sulla mia pelle” ha ricostruito la storia della morte di Stefano Cucchi con sensibilità, rispetto per la vittima, senza indulgere in particolari violenti ma, al contrario, riuscendo a rendere cinematograficamente la banalità del male e contribuendo a riaccendere la luce di media e pubblico su una vicenda in cui non si è avuta ancora giustizia (a ritirare il premio sono stati Ilaria Cucchi e l’avvocato Fabio Anselmo)

PAOLO BERIZZI, per la tenacia e l’alto senso civico, mai perso nonostante venga ripetutamente attaccato e minacciato per i suoi articoli e le sue inchieste sulle formazioni di estrema destra e neofasciste, con cui ricostruisce il filo culturale e politico che lega queste formazioni all’onda sovranista e razzista che ha sta prendendo piede anche in Italia

FLORIANA BULFON (PREMIO PAOLO GIUNTELLA) ha mostrato coraggio e passione per la verità; determinazione nell’indagare anche nelle realtà più nascoste; attenzione verso i più deboli; tenacia anche di fronte alle minacce della malavita. Ha illuminato con il suo lavoro ingiustizie e illegalità. Rappresenta una nuova generazione di croniste e cronisti, spesso free lance senza tutele, che credono in un giornalismo al servizio della gente. Valori nei quali credeva anche Paolo Giuntella e per i  quali si è battuto sino alla fine.

GIORGIA ROMBOLÀ, giornalista di Rainews24 che sulla metropolitana di Roma da sola si è opposta al pestaggio di una donna accusata di borseggiamento, ricevendo da tutti insulti e minacce, ma mantenendo il coraggio di denunciare il tutto pubblicamente

MARCO SABATINI SCALMATI, giornalista, per la garbata ma ferma lettera di protesta scritta a Beppe Grillo per ricordare il rispetto dovuto alle persone autistiche e in particolare ai bambini, contribuendo a richiamare l’attenzione sul clima di disprezzo per chiunque sia diverso, fino all’insulto per il debole.

LUCIO LUCA, autore di “L’altro giorno ho fatto 40 anni”, per il racconto severo e appassionato liberamente ispirato alla storia e alla figura di Alessandro Bozzo, giornalista calabrese precario innamorato della vita e del suo lavoro, ma sfruttato, maltrattato e abbandonato, fino a morirne, dai tanti che hanno voltato la testa dall’altra parte

LICEO MASSIMILIANO RAMADU‘, per la partecipazione convinta al Concorso “Rileggiamo l’Articolo 21 della Costituzione” e il coinvolgimento appassionato che la Scuola, con la sua Dirigente e il Corpo docente tutto, è riuscita a instillare negli alunni, valorizzando i princìpi della nostra Carta fondamentale

GIOVANNA BODA, Direttore Generale per lo Studente, l’Integrazione e la Partecipazione MIUR, per l’infaticabile azione, ripetuta nel corso degli anni,  a favore dei progetti di formazione rivolti a promuovere presso le scuole di ogni ordine e grado la cultura della legalità, della pace, dei diritti umani e i principi costituzionali

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