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“Informazione contro le mafie”, nasce su Facebook una nuova pagina dedicata al Giornalismo libero contro la censura e la criminalità organizzata

 

Per rispondere in modo concreto all’esigenza sempre più diffusa di difendere il Giornalismo libero e indipendente da censure e querele bavaglio è nata ieri, 6 novembre 2018, su Facebook (@infocontrolemafie), una nuova pagina dedicata all’informazione contro la criminalità organizzata, le mafie, la corruzione. Diversamente dalle altre, la pagina è stata pensata per aggregare le notizie prese dal web, vere e verificate, e aggregarle in un unico spazio con l’unico obiettivo di informare i cittadini di quanto avviene intorno a noi, perché oggi più che mai è necessario prendere posizione, informarsi e scegliere da che parte stare.

 In un momento storico in cui il Giornalismo è più spesso delegittimato e intimidito, persino da chi dovrebbe sostenerlo come leva portante della nostra Costituzione, la pagina Informazione contro le mafie si propone di andare contro questa corrente e supportare quel Giornalismo autentico che al diritto ad informare e ad essere informati unisce passione e sacrificio, con la convinzione che solo il Pensiero critico sia in linea con quello di una democrazia civile.

A muovere i fili della pagina non è un’azienda e quindi non vi è alcuno scopo di lucro, bensì è gestita da una persona fisica a titolo volontario solo perché pensa sia la cosa giusta da fare. Il suo nome è Valentina Tatti Tonni, di anni 27 e che nella vita svolge il lavoro di giornalista freelance, pur non avendo alcun riconoscimento dall’Ordine di categoria in tal senso e spesso non essendo retribuita in alcun modo, sposa le idee di associazioni come Articolo21, per cui scrive, Ossigeno per l’Informazione, Libera, Avviso Pubblico, tanto per citarne alcune.

In alto a destra della pagina da lei creata pone una domanda ai suoi visitatori: “Non ti piacerebbe vivere in un mondo migliore?” e poi fornisce la sua personale risposta, il punto di vista da cui è probabilmente partita l’idea: “Mi piacerebbe che un giorno tutto cambiasse, che i morti ammazzati dalla corruzione, dalla violenza e dall’omertà, potessero finalmente riposare in pace. Mi piacerebbe che ogni cittadino prendesse posizione e si schierasse contro le mafie che avvelenano la nostra economia e il nostro Paese. Mi piacerebbe che nessun giornalista, magistrato, insegnante, forza dell’ordine, dovesse piegarsi, essere sottoposto a regime di scorta o rimanere schiacciato dall’indifferenza e dall’impunità. Mi piacerebbe che il Ministero della Giustizia formulasse una riforma tale per cui non sia conveniente delinquere ma che sia conveniente denunciare. E’ per questo che oggi creo questa pagina, in linea con il lavoro da freelance che svolgo nel giornalismo, avanzo ancora solo per amore della verità”.

  Bisogna chiederselo una volta per tutte. Cosa ci si aspetta dal Giornalismo oggi, quando la libertà dell’informazione è direttamente proporzionale alla libertà stessa? Per la creatrice di Informazione contro le mafie non c’è dubbio: “Dal giornalismo ci si aspetta che sia pulito, che abbia un’etica, che si spinga oltre le barriere istituzionali ove necessario, oltre le disumane condizioni in cui versano migliaia di persone (che sia nella povertà o intossicate dai veleni dei rifiuti). Ci si aspetta che sia rispettoso delle situazioni familiari altrui quando siamo chiamati dalla cronaca a riportare l’accaduto di un evento, che rispetti le immagini da filmare per proteggere gli occhi dei minori che potrebbero rimanerne vittime. Ci si aspetta che siano verificate le percentuali di libero accesso all’informazione sul web e sulla carta stampata in tutti i governi e che i suoi corrispondenti possano sopravvivere nell’esercizio del loro lavoro quando vengono inviati sui campi di battaglia, o anche immersi nelle grandi manifestazioni e guerriglie urbane, e attendono nelle braccia dell’impunità criminale e corrotta di inviare la testimonianza di chi sta ancora lottando.  Ci si aspetta senza ombra di dubbio che non rinneghi il coraggio che lo porterà a illuminare le schegge dell’ignoranza, della repressione e dell’omertà che più volte hanno provato a ucciderlo. E inoltre ci si aspetta e si auspica che non sia mai costretto a piegarsi e che oltre a ricevere medaglie e riconoscimenti sia disposto e supportato a scongiurare l’indifferenza”.

Perché se il futuro ci appartiene, è nelle nostre mani ed è da noi che tutto può cambiare.

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