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Lodi. Bambini migranti senza mensa. Ma la città reagisce. Raccolti oltre 60.000 euro

 

A Lodi non tutti i bambini hanno diritti di mangiare insieme in una mensa di una scuola pubblica. Non tutti i bambini hanno diritto di recarsi sullo stesso scuolabus la mattina a scuola. La Giunta della Città, guidata dalla leghista Sara Casanova, decide di approvare, nel 2017, un regolamento che per l’accesso alle prestazioni sociali agevolate, inserendo all’articolo 8 un comma in cui si chiede ai cittadini extra-comunitari che necessitano di accedere alle prestazioni sociali agevolate (i servizi comunali non a tariffa piena), di farsi rilasciare da un consolato o un’ambasciata una certificazione che attesti “i redditi ed i beni immobili o mobili registrati” posseduti all’estero, nonché la composizione del nucleo familiare, certificazione che deve essere “corredata di traduzione in italiano legalizzata dall’Autorità consolare italiana che ne attesti la conformità”.

Le minoranze in Consiglio Comunale a Lodi evidenziano rilievi sulla legittimità giuridica del provvedimento, e mostrano diversi motivi per cui la procedura richiesta avrebbe impedito a molti dei richiedenti di accedere ai servizi agevolati, realizzando una discriminazione dei cittadini non-comunitari. La maggioranza Lega, Forza Italia e liste civiche di centro destra approva la modifica del regolamento respingendo tutti gli emendamenti.

La Giunta comunale redige un elenco composto da solo 4 Paesi per cui non è possibile richiedere la documentazione (Afghanistan, Libia, Siria e Yemen). Per completare l’elenco la Giunta si basa sulla lista di “Cargo Watch List”, ossia il grado di rischio per i container trasportati delle navi. La Giunta chiede al Ministero degli Esteri di fornire informazioni necessarie per definire un elenco, senza mai avere risposta.

La tagliola del nuovo regolamento entra in vigore a settembre: un centinaio di genitori che non sono riuscite a produrre i certificati richiesti, e che quindi sarebbero tenuti a pagare la retta massima per scuolabus, mensa, e asili nido, decidono di ricorrere ad una forma di protesta estrema, non portando i figli a scuola. Più di 130 bambini non sono stati a scuola per i primi tre giorni di scuola.

Nel mese di settembre nasce il Coordinamento Uguali Doveri, un cartello di associazioni e partiti politici. Viene lanciata la campagna di raccolta fondi “colmiamo la differenza.

La Città reagisce, un corteo che attraversa il centro storico raccoglie quasi mille persone richiamando l’attenzione dei media nazionali. A metà ottobre in pochi giorni vengono raccolti oltre 60.000 euro. Una straordinaria prova di solidarietà che giunge da tutta Italia.

Esplode la polemica politica a livello nazionale. Il PD mette in luce come: “se l’amministrazione di Lodi ha il diritto di deliberare sulle materie di sua competenza non può trascurare in nessun modo l’evidente discriminazione dei minori che il regolamento determina. Si palesa, infatti, in tutta la sua evidenza una violazione dei diritti dell’educazione e del superiore interesse del bambino come stabilito dalla Convenzione Onu. È inaccettabile che la Lega, pur di portare avanti la sua campagna elettorale permanente se la prenda anche con i bambini! Utilizzeremo tutti gli strumenti a nostra disposizione per ristabilire il diritto dei bambini figli di stranieri a usare i servizi scolastici esattamente come tutti gli altri”. Susanna Camusso parla di “piccoli  usati come ostaggi”. Il Ministro Marco Bussetti dichiara: “incontrerò la sindaca. Si troveranno le giuste soluzioni che tengano insieme diritti dei bambini e doveri delle famiglie”. Il più veloce a capire che la sindaca leghista era “nell’angolo” è il Segretario della Lega Matteo Salvini che sul suo profilo facebook “scarica” Sara Casanova: “Lodi non ha chiuso la mensa scolastica agli immigrati, ma il comune darà agevolazioni solo a chi ne ha realmente diritto. Gli stranieri devono fornire documentazione del loro paese d’origine, dove magari hanno proprietà e disponibilità economiche, ma se non è possibile il Comune si fiderà della buonafede”.

Sarà davvero retromarcia ? difficile dirlo senza un atto amministrativo puntuale ma solo con un post su facebook. Di sicuro il Coordinamento Uguali Doveri non si arrende e annuncia per martedì 16 ottobre un presidio per tutta la giornata sotto il palazzo comunale.

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