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Casamonica, aggressioni a Floriana Bulfon e Piergiorgio Gioacovazzo colpiscono tutti noi. Andiamo avanti. Tutti insieme

 
All’alba scattano 33 arresti tra Roma e la Calabria, ultima tappa di un’inchiesta gigantesca sui rapporti tra la ndrangheta e i Casamonica di Roma, “la famiglia più potente e feroce d’Italia” come si legge negli atti. I giornalisti di tutte le testate vanno a seguire un fatto di giudiziaria, che probabilmente bè uno dei più importanti dopo Mafia capitale, e vanno nel feudo dei Casamonica, alla Romanina. Un luogo infernale e quasi impenetrabile. La loro presenza viene vista come un affronto e alcuni membri delle famiglie degli arrestati reagiscono male, alla loro maniera, insultano i cronisti (“siete delle merde, andate via”) e poi li inseguono con i bastoni. E’ l’ultimo atto della Roma per male, della capitale incontrollabile, della terra della malavita degli zingari ed è terribile vederlo nel video crudo realizzato da Repubblica. A fare le spese dell’aggressione, questa volta, sono stati Floriana Bulfon di Repubblica, e Piergiorgio Giacovazzo del Tg2. Nel giro di poche ore è arrivata la solidarietà di tutti i colleghi e degli organi di rappresentanza insieme alla promessa che tutti i cronisti italiani continueranno a raccontare il potere mafioso e spavaldo che esiste nella capitale. Ma è impossibile non ricordare che questa è l’ennesima aggressione ai giornalisti, la più famosa avvenuta a Ostia appena nove mesi fa ai danni di Daniele Piervincenzi ed Edoardo Anselmo da parte di Roberto Spada e del suo braccio destra Nelson Del Puerto, entrambi condannati un mese fa al termine di un processo in cui Fnsi e Cnog sono stati riconosciuti parte civile in quanto tutti i giornalisti italiani hanno subito lesione dei loro diritti.
Adesso ci risiamo, la Bulfon e Gioacovazzi erano sul posto perché volevano raccontare una storia di mafia che meritava, in quanto di estremo interesse pubblico, dunque sono stati colpiti sul lavoro, un infortunio, senza contare che stavano svolgendo un servizio di interesse pubblico, per informare i lettori e alimentare la democrazia. Per comprendere quanto fosse importante la presenza dei giornalisti alla Romanina, bisogna sapere che quel quartiere è controllato palmo a palmo dai Casamonica, o perlomeno lo era fino all’alba del 18 luglio. L’operazione della Dda di Roma dovrebbe aver smantellato buona parte dell’organizzazione e probabilmente è questo che ha scatenato l’ira dei parenti. Sono finite in manette 33 persone cui vengono contestati estorsione, usura e traffico di droga aggravati dalla modalità di stampo mafioso. L’organizzazione muoveva un fiume di denaro e un volume d’affari capace di sostenere l’impero economico fatto di ville di lusso, auto, terreni, locali. Secondo il capo di imputazione al vertice del clan c’era Giuseppe Casamonica, uscito da poco dal carcere dopo una detenzione di 10 anni. Con lui in cella è finito anche Domenico Spada, detto Vulcano, pugile della categoria dei pesi medi, membro dell’omonima famiglia che comanda a Ostia. A lui i carabinieri hanno sequestrato anche la palestra che gestiva a MarinoIl colpo inferto a questa associazione è ancora da raccontare nei dettagli come stanno facendo tanti giornalisti in queste ore. La stessa Romanina è ancora tutta da esplorare. Ecco perché i giornalisti torneranno lì con in mente la frase che in queste ore ha ripetuto più volte Floriana Bulfon: “Andiamo avanti. Tutti insieme”.
 

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