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Sudan, Noura è salva ma resta in carcere. Successo per la mobilitazione di Italians for Darfur e Articolo 21

 

Noura Hussein, la giovane che da sposa bambina uccise per difendersi il marito che la violentava, è salva ma resta in prigione dove  dovrà scontare 5 anni.

A darne notizia Antonella Napoli, membro dell’ufficiò di presidenza di Articolo 21 che da giornalista, attraverso il nostro sito, è stata la  prima a raccontare la sua storia.

“L’avvocato Ishag Ahmed Abdulaziz che ieri ci ha comunicato che l’appello per Noura Hussein è stato parzialmente accolto,
con l’annullamento della condanna a morte emessa in primo grado ci ha confermato che la giovane rimarrà in carcere” ha scritto su Facebook la Napoli che è anche presidente di Italians for Darfur, organizzazione che ha lanciato la petizione, alla quale ha dato un’importante contributo Articolo 21, che ha raccolto un milione e 400 mila firme per salvare la sposa bambina che rischiava l’impiccagione dopo che aver ucciso il marito che era stata costretta a sposare a 16 anni e che l’aveva stuprata con l’aiuto dei suoi familiari.
“Siamo felici che la sua vita sia salva – prosegue Napoli – ci siamo battuti per questo è la pressione internazionale ha pesato tantissimo sulla decisione della Corte di appello di Ondurman. I giudici hanno trasformato la pena capitale comminata nei confronti della Hussein in una sentenza di 5 anni di carcere, di cui 10 mesi già scontati. Noura è in carcere dal 3 agosto del 2017.
Per raggiungere questo risultato è stato molto importante l’impegno di tre agenzie delle Nazioni Unite e di Amnesty International hanno che avevano scritto al presidente sudanese Omal al Bashir per chiedere di graziare la giovane. Ma la differenza l’hanno fatta le petizioni in tutto il mondo che si sono unite a quella partita in Italia all’indomani della sentenza di primo grado e che hanno raccolto oltre un milione e 400 mila firme”.
“Dopo questo importante risultato, attendiamo fiduciosi l’esito del ricorso alla Corte Suprema che gli avvocati del team di Noura ci hanno assicurato sarà depositato al più presto. Samia Ishag, Ahmed Ali Sabir, Amani Osman, Samia Arqawi, Abdullah Mohammed Ibrahim, Ishag Ahmed Abdulaziz, AlFatih Hussain Mohammed Ali, i legali del team di Noura, sono pronti a continuare la battaglia giudiziaria, e noi con loro, fino a quando non sarà dichiarata innocente” si legge  in una nota dell’associazione che resta in costante contatto con i difensori della Hussein.

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