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Alpi, Regeni… Sarebbe bello inventare un luogo dove ogni anno ricordarsi di non dimenticare

 

Lei lo sapeva, lo aveva sempre saputo. Ha capito da subito che c’era molto che non andava. Come solo una madre può sapere. Senza retorica. E’ un fatto di carne e di sangue. Eppure Luciana ,la mamma di Ilaria Alpi è morta senza sapere la verità. 24 anni della sua vita a cercarla, fra un dignitoso dolore, incartamenti spariti e bugie. Quella nebbia fitta, sempre uguale, quella fatta per confondere ogni volta che c’è una realtà da nascondere .

E’ stata il simbolo della tenacia, della pazienza. Di tutte quelle madri che private dei loro figli, pur devastate dal dolore, non hanno mai mollato. Come la madre di Giulio Regeni. Anche lei a rincorrere una verità che sparisce come un’ombra, che di dissolve all’improvviso ogni volta che sembra di averne afferrato i contorni. E prima ancora di lei Felicia Impastato, la madre di Peppino … Loro, come tante altre, sono simili alle madri di Plaza de Majo, le madri , e non solo, dei desaparecidos . Anche a loro sono scomparsi figli, fratelli. Le nostre madri, le nostre donne, hanno sì la certezza che i loro cari sono morti, ma il mistero, l’omertà, le bugie che circondano quelle morti sono le stesse.

Loro non vogliono dimenticare, non vogliono che noi dimentichiamo. Anche noi vogliamo, dobbiamo cercare la verità. Peri Ilaria, per Giulio e per tanti altri. E adesso che Luciana non c’è più è ancora più importante illuminare i luoghi oscuri della menzogna e dell’omertà.

Sarebbe bello inventare un luogo dove ogni anno ricordarsi di non dimenticare.Un momento dedicato a queste madri, ma anche a tutti coloro che lottano per la verità , in cui la parte migliore del giornalismo d’inchiesta, quello che cerca, che scava, che non si arrende, dimostra con i suoi reportage che non si può calare il silenzio , che non si può seppellire sotto una montagna di bugie la Verità.  Quella con la V maiuscola. Quella che Luciana, come altre madri, come altre donne, non hanno mai smesso di cercare.
E sarebbe ancora più bello se fosse il Servizio Pubblico ad impegnarsi per questo appuntamento. Dimostrando anche ai più giovani che Giustizia non è soltanto una parola.

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