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Lo sfruttamento dei braccianti indiani alle porte di Roma

 

La schiavitù alle porte di Roma, la storia degli indiani sikh che portano avanti quasi tutta l’agricoltura pontina per pochi euro al giorno lavorando anche 10-12 ore sui campi e nelle serre, trova finalmente spazio sui maggiori media nazionali: Agorà del 18 aprile, Rainews24 del 29 aprile, un lungo dossier a puntate sul blog di Attilio Bolzoni Mafie di Repubblica. E’ questa la scorta mediatica tante volte invocata sulle storie scomode e maledette. E quella dei braccianti sfruttati nell’agro pontino lo è sotto ogni punto di vista. Chi la descrive da anni, il sociologo e giornalista Marco Omizzolo, ha pagato caro questo suo impegno, cui però adesso si affiancano i riflettori della Rai, ma anche quelli della 7 e del Gruppo L’Espresso.

Nell’ultimo servizio di Rainews24 è stato descritto anche il fenomeno parallelo allo sfruttamento del lavoro, ossia il frequente ricorso all’uso di droghe da parte dei lavoratori sikh, tra cui oppio (sostanza scomparsa dal mercato fino a pochi anni fa) ed eroina, fornita nell’area pontina direttamente dalla camorra, la quale, per altro verso, è presente nella filiera agricola della provincia di Latina tramite ditte impegnate nel trasporto su gomma di prodotti freschi e con interessi legati all’attività del mercato ortofrutticolo di Fondi, come provato da diversi processi. Nelle interviste rilasciate nelle ultime settimane da Marco Omizzolo emerge quanto sia stato, e sia tuttora, difficile sollevare il velo sullo sfruttamento dei braccianti indiani, perché ciò ha comportato intaccare interessi economici rilevantissimi. Omizzolo ha subito tre attentati con danneggiamenti della sua auto, oltre ad una campagna del fango in cui si ipotizzavano suoi interessi personali finanziari nonché della Cgil, con cui collabora.

Ricordiamo che la Flai Cgil ha organizzato, il 16 aprile 2016, il primo sciopero generale dei braccianti sfruttati nelle campagne pontine, culminato con una manifestazione imponente sotto la sede della Prefettura di Latina. Da quel momento sono iniziate le denunce documentate alla Procura contro lo sfruttamento e sono aumentati i ricorsi al giudice del lavoro. In questo momento pendono davanti alla sezione lavoro del Tribunale di Latina decine di procedimenti per violazione dei diritti e delle norme contrattuali, alcune storie sono gravissime perché derivano dallo sfruttamento dei caporali e dall’applicazione di un regime di cottimo. Marco Omizzolo, dal canto suo, ha ribadito più volte che le minacce e i danneggiamenti produrranno soltanto denunce ancora più precise. La svolta, però, deriva proprio dall’attenzione dei media nazionali che hanno acceso i riflettori  sul triangolo d’oro dell’agricoltura pontina, tra Sabaudia, Terracine e Fondi, ossia lì dove si vorrebbe buio e discrezione.

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