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Volla. Una storia infinita! “Tutto si può discutere, ma non la restituzione dei miei soldi.” Intervista a Ernesto Russo

 

“Nel maggio del 2000 la cittadina vesuviana ricevette per qualche giorno l’attenzione dei media nazionali a seguito delle dure affermazioni anticamorra del parroco don Franco Gaeta, il quale durante un’omelia auspicò che il Signore chiamasse a sé (alludendo alla loro morte) i malviventi che non avessero voluto abbandonare la loro delinquenziale condotta di vita[6][7]. La vita politico-amministrativa del comune durante il primo decennio di questo secolo è stata segnata dalla vicenda riguardante lo scioglimento del consiglio comunale a causa di forme di ingerenza da parte della criminalità organizzata[8], disposto con il D.P.R. del 2 novembre 2004[9]. Sul ricorso presentato contro il provvedimento dagli esponenti dell’allora maggioranza politica guidata dal sindaco di centro-sinistra Giovanni Ciro Mastrogiacomo si è pronunciato, rigettandolo, il Consiglio di Stato[10], a conferma di quanto già espresso in primo grado dal TAR Campania[11].”

Basta andare su Wikipedia e alla voce Volla, e ti rendi subito conto che stiamo parlando di un territorio alle falde del Vesuvio, dove ormai non si riesce più ad amministrare. Infatti anche nel  secondo decennio, la vita amministrazione vollese non è affatto migliorata, con lo scioglimento del consiglio comunale nel 2012 per mancanza di numero legale; idem nel 2017, grazie al doppio salto della quaglia di un consigliere di minoranza, che prima andò in soccorso al sindaco, perché andava a tutti i costi rilasciato in consiglio comunale un permesso in deroga, con lo scopo ben preciso di favorire un solito noto costruttore, per poi abbandonare di nuovo il sindaco al suo destino, in un successivo consiglio comunale, dove evidentemente si erano già rotti gli equilibri del “dare-avere”.
Un territorio che negli ultimi anni si è visto una radicale trasformazione a livello edilizio, dove però non è stata data le possibilità ai privati cittadini, di poter edificare per le proprie esigenze, giustificata dalla mancanza di un nuovo strumento urbanistico. Cosa che non è avvenuto per la grande speculazione edilizia, sconvolgendo ogni forma di regolamento per poter favorire i poteri forti.
Una delle vittime dei soprusi della pubblica amministrazione, è Ernesto Russo, che non si è mai dato per vinto nella ricerca di un suo diritto, scontrandosi più volte con il “sistema”, che attanaglia il suo territorio. E proprio la sua tenacia lo ha portato a riappropriarsi dei suoi soldi, versati da oltre un decennio nelle casse del comune, per un permesso successivamente annullato in autotutela, “stranamente” dopo che lo stesso aveva rifiutato una permuta con un noto costruttore vollese. “ Tutto si può discutere, ma non la restituzione dei miei soldi.”

Alla fine è prevalso il tuo motto?
Alla fine è prevalso il buon senso di chi è passato ai fatti andando a leggere i documenti, e non parlare pubblicamente a vanvera. E’ prevalsa la volontà e l’impegno dei CC di Volla, che per delega o iniziativa propria, dopo un mio nuovo esposto alle autorità competenti all’indomani che è andato in onda un servizio su Italia 1, hanno seguito l’intero iter burocratico, affinché lo stesso arrivasse al buon fine, e non precipitasse di nuovo nel nulla. E’ prevalsa la mia tenacia a non mollare. Un motto che mi ha accompagnato per un decennio. Doveva essere una restituzione legittima, e automatica, dopo l’annullamento del permesso di costruire targato 2007.

Ed invece cosa è successo?
E’ successo che ci son voluti 10 anni, e finanche l’intervento delle “Iene” è servito, per muovere le acque, di un pantano ormai consolidate, affinché potessi legittimamente riprendere possesso dei miei soldi. Ora vorrei  capire se è normale questo lungo trattenimento, forse inappropriato, da parte dell’ente Comune di Volla, per poi vedermeli restituiti senza un minimo di interessi legali, che a risultato ottenuto ti poni delle domande: perché tutto questo ritardo? A parte invertite, a quanto sarebbe lievitata la cifra per il sottoscritto da versare al Comune, tra sanzioni, mora e interessi?

Di che cifra stiamo parliamo?
Di una consistente cifra di 17.909,53, versata nelle casse dell’ente Comune di Volla, per il legittimo rilascio di un permesso di costruire, che poi si è trasformato in una vera odissea, tra permesso prima rilasciato, e poi annullato in autotutela per delle “strane” coincidenze, ma soprattutto perché non ho mai voluto scendere a compromessi, con i poteri forti che operano su Volla!                                                                                                                    C

Come si è arrivati alla conclusione?                                                                  
Come già accennavo, l’operazione di restituzione è avvenuta, grazie a chi ha avuto il buon senso di leggere i documenti, arrivando alla conclusione di confermare la mia tesi, che non c’era nessun motivo giustificabile per l’ente Comune di Volla, ad esercitare un diritto, o una motivazione valida per appropriarsi della citata cifra, una volta annullato il permesso di costruire.

Ne hai masticato di veleno?                                                                                                                                                            
Certo! In tutti questi anni di calvario, mi è toccato sentirle di tutti i colori, da gentaglia che non conosceva un minimo dei fatti reali, e si millantavano avvocati in pompa magna: “ i soldi non sono mai arrivati nelle casse del Comune; i soldi te li ha fregato il “tuo” tecnico progettista, tuo tra virgolette perché non è stata una mia libera scelta; se non ha mai avuto il permesso di costruire, come fa a dire che ha versato dei soldi al Comune; non ha mai prodotto richiesta di restituzione;…”.

La cosa più triste?
Sentirmi etichettato paranoico, psicopatico da consiglieri ed assessori che non ho mai avuto il piacere di conoscere; da chi non ho mai avuto il piacere di interloquire! Da farmi ritornare alla mente le parole (e la scena) di Zico, nel rivolgersi ad un giornalista durante una domenica sportiva degli anni 80: “Ma lei come ha fatto a fare un reportage su di me se nemmeno mi conosce?” Sputtanando il noto giornalista in diretta tv.

Tra le tante delusioni – qual è stata la più forte in questo primo risultato ottenuto?
A prescindere che non lo ritengo un risultato, ma una cosa normalissima che però non doveva trasformassi in una vera odissea. Detto questo, la delusione più forte è stata ascoltare la giustificazione espressa dal sindaco Viscovo ai microfoni di Italia 1-Le iene, andata in onda nella serata del 12 aprile scorso: mi ha lasciato pietrificato.

Perché?
Il sindaco da poco insediato, poteva usare il buon senso, ma sopratutto l’intelligenza di restarsene fuori, cosa che avrei certamente apprezzato, e condiviso. Invece non ha fatto altro che prendersi il suo bel momento di gloria, sparando solo inesattezze con la bocca nei confronti del sottoscritto, pur di farmi passare per uno sprovveduto, per un incosciente e non capire. Ho i miei dubbi che abbia letto qualche documento prima di esprimersi.   Non è ammissibile ascoltare che: “…se ha diritto alla restituzione delle somme, avrà tutte le somme fino all’ultimo centesimo. Però nello stesso tempo deve ripristinare gli abusi che ha commesso.” Dimentica il sindaco, di professione avvocato, che in Italia non esiste la “cd “ legge di compensazione. È evidente come ancora una volta invito i miei concittadini a fare una riflessione nel caso il soggetto dovesse di nuovo presentarsi ai nastri di partenza alle nuove elezione. Va ricordato che Viscovo è diventato un ex sindaco dopo soli  10-11 mesi dal suo insediamento, lasciando in eredità alla comunità probabilmente un “capolavoro” della variante al P.R.G.,  per favorire solo qualche persona fisica o meglio giuridica di Volla.

Ma il sindaco dopo la messa in onda del servizio delle Iene: ti ha chiamato?
No! Qualcuno all’indomani lo ha voluto pure giustificare, che lui durante l’intervista era all’oscuro delle minacce che ho subito: e dopo? Ho aspettato invano che squillasse il telefono, invece è stato una delusione totale anche a livello umano…

Quale è stato la cosa che maggiormente non potevi digerire?                      

Che a suo tempo, fu lo stesso Ufficio Tecnico a mettere “i paletti”. Quando mi viene chiesto di versare i diritti di urbanizzazione per il permesso di costruzione, chiesi di optare per il dare ed avere, intento a recuperare una cospicua cifra già versate dal sottoscritto nelle casse del Comune, in riferimento all’avviata pratica di condono del capanno. Un condono che non aveva più senso, in quanto il capanno in discussione andava automaticamente rimosso, per far spazio alla nuova costruzione. Mi fu risposto che le pratiche erano distinte e separate, e non era possibile una “compensazione” tra le due cifre, quindi, a maggior ragione: se non è stata possibile recuperare una cifra nell’operazione di entrata, perché ora la volevano associare nell’operazione di uscita?              In più bisogna annotare, che per il ripristino dei luoghi, riferito all’abbattimento del capanno, c’è da attendere l’esito del ricorso straordinario presentato al Presidente della Repubblica, quindi non capisco l’allora sindaco con quali autorità si è espresso!

Quindi il capanno non è stato rimosso per riavere i soldi indietro?
Assolutamente no!

Resiste?
Al momento si, ha tutte le carte in regole per resistere.

Nel servizio delle Iene: perché non hai replicato al sindaco?
Ho sempre ringraziato pubblicamente chi mi ha dato voce e continua a darmi voce, in primis a “La Repubblica”, che nel 2014 diede la possibilità ad uno sconosciuto di darsi voce da solo, ma ho sempre preferito raccontare la mia versione, dopo averla messo agli atti nelle sedi competenti. Quindi anche questa volta, per non metterla anch’io solo sul piano “folcloristico”, come il mio solito fare, ho preferito replicare, o meglio analizzare le incongruenze “partorite” dalla bocca del sindaco di turno, prima nelle sedi opportune mettendo nero sul bianco, e poi renderle pubbliche.  Non a caso il servizio delle Iene, è stato prodotto da basi solide, riconducibile a denunce prodotte in precedenza, e non a fatti per sentito dire.

Ritornando al ripristino dei luoghi: ma non c’era già stata una sentenza della Corte di Appello?
Si, una sentenza a mio favore, ma l’Ufficio Tecnico, dopo sette anni è ritornato alla carica, con la motivazione che “l’abuso” edilizio, è stato commesso in una zona ad alto rischio sismico.

E tutti quei palazzi ammassati uno sull’altro che ti circondano?    
Be’, questo va chiesto all’Ufficio Tecnico, evidentemente solo il mio lotto è ad alto rischio sismico. Un centro di gravità permanente: per dirla alla Battiato. Come lo è stato per la sentenza del Consiglio di Stato, che per forte volere dello stesso Comune di Volla, nel 2007 classificò l’intera area “zona bianca”, in attesa di un nuovo strumento urbanistico che ad oggi non è mai arrivato, grazie alle varie amministrazione che si sono succedute. L’unico lotto bianco è rimasto quello del sottoscritto, perché non è mai sceso a compromesso con i re del cemento di Volla, che hanno devastato il paese in lungo e largo, sotto qualsiasi amministrazione o commissariamento. Ora manca solo che si inventano che il lotto è a forte rischio lunario.

Cioè?
Che se cade la luna colpirà esclusivamente il mio lotto!                                                                                                                         

Nel servizio tu dici anche che a Volla è consentito a non più di 5-6 imprenditori edificare: come è possibile?
La risposta à facile trovarla in una citazione del grande filosofo Immanuel Kant: “….la violazione del diritto avvenuta in un punto della terra, è avvertita in tutti i punti.”

Con questa dove vuoi andare a “parare”?
A Palermo.

Cioè?
Oggi a Volla si replica un film già visto a metà novecento nella bella isola. Infatti anche da noi, nel mettere in piedi una vera e propria speculazione edilizia, senza precedenza nella piccola storia di Volla, è lecito pensare che si è andato sul sicuro come ci dice la storia: “…il collaudato sistema Ciancimino-Lima, che privilegiava un’amicizia particolare …….   Tale patto consentiva a PALERMO  di ottenere licenze senza che queste violassero il piano regolatore; il ricorso a strumenti normativi legali consentiva di far diventare l’illegalità un atto legittimo. All’epoca dei fatti fu accertato che, ben 4.205 licenze di costruzione, l’ottanta per cento di esse furono rilasciate a favore di cinque sconosciuti personaggi.

In tutto questo: le intimidazioni continuano?
Quelle non sono mai mancate.

Come la interpreti l’ultima che ti è arrivata?
Do due interpretazioni:  1) E’ la conferma che a Volla ci sono molti cani sciolti a cui piace divertirsi, o come direbbe il compianto avvocato Gianni Agnelli a tal proposito: “sono solo dei conigli bagnati che hanno paura di uscire dalle loro tane per non essere bastonati”;  2) Che il “sistema” a Volla potrebbe iniziare ad avere qualche crepa, e qualcuno inizia a preoccuparsi riprendendo a fare pressioni su sottoscritto. Un forte segnale arriva anche dalla Delibera a firma del Commissario Prefettizio, per l’annullamento di un permesso di costruzione rilasciato in deroga agli strumenti urbanistici sotto la regia della vecchia amministrazione. A voi la scelta!

Ma tu: continuerai a denunciare?
Certo! ho sempre avuto fiducia nelle istituzioni. Prima, o poi i risultati arriveranno, e credo che attualmente ci troviamo in una fase molto vicino al poi!

Qual è la cosa peggiore che può capitare a chi combatte le Mafie?
Il Tradimento. Il dottor Borsellino fu tradito da un amico: al sottoscritto è capitato di peggio!                                                                                                                              

Per chiudere,“Il coraggio di denunciare”- Premio alla legalità del Comune di Napoli 2017”, dopo il “Premio Antimafia Piersanti Mattarella” dello scorso anno, ed ancor prima il riconoscimento di “Ambasciatore della Legalità” in Sicilia a Partinico: ma da dove arriva la convinzione, e soprattutto il coraggio di continuare a  denunciare?
Arriva quando inizi a percepire la vicinanza delle istituzioni…                                                                                                                                           

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