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Procedimento disciplinare contro la carabiniera Angela Rizzo. Un grave attacco alla libertà di stampa

 

L’Arma dei Carabinieri ha aperto un procedimento disciplinare nei confronti della carabiniera Angela Rizzo, in forza al Comando provinciale dei Carabinieri di Firenze, per non aver chiesto l’autorizzazione a rilasciare un’intervista e per aver gettato discredito sul prestigio dell’Arma dei Carabinieri. “Il 10 marzo 2018 – si legge nell’atto di contestazione – nel corso della trasmissione televisiva PRESADIRETTA in onda su Rai 3, è stata pubblicata un’intervista televisiva rilasciata dalla S.V. (…) Con riferimento al contenuto dell’intervista, si rileva una possibile lesione del prestigio istituzionale. I fatti sopra descritti potrebbero assumere rilevanza disciplinare e costituire violazione delle seguenti norme: Contegno del militare, Comunicazioni dei militari, Doveri attinenti al grado, Senso di responsabilità”.

Angela Rizzo aveva rilasciato le dichiarazioni che sono state messe sotto accusa quando PRESADIRETTA aveva raccontato la sua e le tante storie di molestie di cui sono oggetto le donne italiane nella puntata SESSO E POTERE. L’intervista era stata realizzata da Giulia Bosetti, che stava seguendo le fasi del processo scaturito dalla denuncia della carabiniera con il pieno accordo della Corte Militare. Il dottor Maurizio Block, gia’ Presidente della Corte Militare di Appello e attuale Procuratore Generale Militare della Repubblica presso la Corte Suprema di Cassazione e’ “indignato per l’accaduto e su suo input si stanno attivando i dovuti controlli da parte della magistratura militare inquirente.”

Si tratta di un grave attacco alla libertà di stampa e di informazione. In Italia, le procure e tutte le associazioni e gli operatori che si occupano di violenza sulle donne sostengono che il problema più grave è che le donne non trovano il coraggio di denunciare né sul fronte giudiziario né su quello mediatico: perseguire una vittima che ha intrapreso le vie legali e deciso di condividere pubblicamente la sua denuncia significa stigmatizzare il suo coraggio e il suo esempio e legare le mani a quella stampa che tratta un tema che nel nostro paese è delicatissimo e non ancora al centro del dibattito pubblico e politico.

PRESADIRETTA ha lanciato sui social una campagna in solidarietà con la coraggiosa carabiniera: #iostoconangela

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