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Italia: calano i reati, ma più armi in casa

 

Uno dei temi più cavalcati nell’ultima campagna elettorale dal centrodestra è stato quello della sicurezza. Solo per fare due esempi: «L’Italia è in piena emergenza sicurezza» ha detto Giorgia Meloni dopo i fatti di Macerata, «Non vedo l’ora di andare al governo per riportare sicurezza e serenità in tutta Italia» aveva detto Matteo Salvini. Nessuno, però, ha mai supportato le proprie parole con dati e numeri per descrivere il fenomeno sociale di cui parlavano. Lo abbiamo fatto noi del Corriere della Sera con la puntata sui reati di Dataroom, la striscia di Milena Gabanelli. (http://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/dataroomsottotitolireatiearmi-ok/bf15521e-2574-11e8-8868-620b5c6d46c4-va.shtml), presentando in anteprima i dati del 2017 del ministero degli Interni, raffrontati con quelli degli anni precedenti. Solo nel 2017 gli omicidi sono diminuiti dell’11,2%, (335 contro 400, 47 dei quali per mano della criminalità organizzata), i furti del 7% e le rapine dell’8,7%. Allargando il confronto fino al 2014 abbiamo scoperto che tutti i reati di maggiore allarme sociale sono in discesa: gli omicidi del 25,3%, i furti del 20,4% e le rapine del 23,4%. Quindi l’Italia è diventata via via più sicura negli ultimi anni. E questo nonostante il continuo aumento di immigrati, spesso considerati la causa dell’insicurezza sociale.

Nella diretta Facebook che abbiamo fatto sul tema, alcuni lettori ci hanno contestato che la diminuzione sarebbe dovuta alle mancate denunce dei nostri concittadini, stanchi di vedere che la giustizia non funziona. Questo potrebbe essere vero, forse, per i furti: non certo per rapine e omicidi, pressoché impossibili da “occultare”. Un’altra contestazione è quella relativa all’elevato grado di delinquenza della popolazione straniera rispetto a quella italiana, dato che nella nostra inchiesta non avevamo considerato in quanto il focus era sulla sicurezza nella sua generalità. Lo abbiamo fatto dopo. I detenuti stranieri nelle nostre carceri sono il 33,98%, quindi una percentuale alta rispetto ai cinque milioni e rotti di stranieri residenti, ma non abbiamo i numeri dei non residenti (quelli irregolari) sui quali andrebbe calcolata l’incidenza. Anche in questo caso, però, la percentuale è scesa, dato che il numero degli immigrati nel nostro Paese è cresciuto negli ultimi anni.

Quel che è stabile, invece, è il dato della violenza domestica. Delle 355 vittime dello scorso anno, 140 sono donne uccise nel 75% dei casi dal partner o dall’ex. Nel 2016 erano state 150, 143 nel 2015 e 155 nel 2014 (fonte Eures). Nelle Regioni dove c’è stato un aumento di omicidi la percentuale è quasi completamente assorbita proprio da femminicidi.

Abbiamo anche confrontato i dati italiani con quelli dei principali Paesi europei, dove invece si registra una tendenza all’aumento dei reati sia nel caso dei furti sia in quello degli omcidi (gli unici comparabili con dati Eurostat).

Al netto dei fenomeni di terrorismo che hanno colpito la Francia, la società più violenta è quella tedesca con 9,22 omicidi per milione di abitanti nel 2016. L’Italia, invece, è imbattibile nei furti, con un indice di 24.124 furti per milione di abitanti nel 2016, contro i 18.402 francesi e i 16.272 tedeschi del 2015. Ma mentre il nostro indice è in discesa (era 25.877 nel 2014 ed è stato 20.163 nel 2017), quelli di Francia e Germania sono stabili o in aumento (18.443 per la Francia e 16.129 per la Germania nel 2015).

Nonostante, quindi, in Italia la situazione sia in miglioramento, la sensazione di insicurezza è in aumento. Solo così si spiegano l’aumento consistente delle licenze di porto d’arma e la crescita ben oltre gli indici degli altri settori del mercato dei sistemi di sicurezza.

I dati del del Viminale fotografano un aumento del 41.63% delle richieste di licenze di porto d’armi a uso sportivo negli ultimi 4 anni. Solo nel 2017 le licenze in più, rispetto al 2016, sono state 80.416. Forse non proprio tutti appassionati di tiro al piattello o di tiro a segno, mentre è sicuro che questo tipo di licenza è la più facile da ottenere. In calo del 12,01% invece la licenza per difesa personale, dove la procedura è più complessa e viene concessa solo in casi gravi e comprovati (di solito a chi esercita professioni a rischio rapina); mentre i numeri relativi alla caccia sono stabili negli anni. Le Regioni in cui si sono registrate il maggior numero di licenze di porto d’armi sportivo dal 2014 al 2016 (i dati regionali 2017 non sono ancora disponibili) sono: Lombardia +43,1%, Marche +42,4%, Molise +52,6%, Basilicata +46,1%. In molte di queste (Lombardia, Molise, Marche) tutte le attività criminali hanno registrato una flessione. Alcuni lettori hanno sostenuto che i reati sono in calo in quanto ci sono più armi a casa, ma i dati lo smentiscono: nonostante gli aumenti in percentuale delle licenze, il nostro rimane uno dei Paesi europei meno armati: il 55esimo a livello mondiale secondo una classifica stilata con dati UNODC e Small arms survey.

Non ci sono dati significativi connessi alla reale utilità di girare armati, e all’analisi dei delitti, perché non esiste un monitoraggio nazionale. L’unico andamento collegato e parallelo è quello relativo agli omicidi commessi tra le mura di casa, a causa della presenza di un’arma. Secondo l’Osservatorio Permanente sulle Armi Leggere di Brescia, nel 2017 ci sono stati 36 casi di omicidio, 19 tentati omicidi, 37 minacce di morte e 37 incidenti legati ad armi legalmente detenute.

La sensazione di insicurezza ha portato gli italiani anche a spendere di più per i sistemi d’allarme e anti intrusione (forse unico vero deterrente rispetto ai furti e concausa della diminuzione dei reati). Il mercato dei sistemi di sicurezza è quasi raddoppiato, passando da poco meno di 1,2 mld nel 2011 a quasi 1,8 mld nel 2016 con una crescita di 200 milioni solo dal 2015 al 2016. Non solo: la diciannovesima edizione della fiera sui sistemi di sicurezza che si tiene ogni anno a Milano, si è chiusa lo scorso novembre con un incremento del 35% dei visitatori e del 40% degli espositori. Segno che c’è un interesse maggiore.

La sicurezza, tema sul quale sarebbe bene non barare per scopi politici, è un po’ come il caldo, il freddo e la crisi: c’è il percepito e il reale. E i due non collimano quasi mai.

Fonte: Corriere della Sera

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