Articolo21 ospita ancora una volta volentieri l’appello dei 130 costituzionalisti sulla legge elettorale. Ricordiamo che furono proprio loro ad aprire le prime crepe nel ddl Sicurezza e a difendere la Costituzione durante il referendum che voleva imbavagliare la giustizia.
Questa proposta di legge si inscrive nel capitolo leggi bavaglio e mira a trasformare una minoranza in maggioranza e a sopprimere definitivamente il diritto di scelta, trasformando quelli che ancora votano in esecutori delle scelte di ristrette oligarchiche. Alla crisi della partecipazione si risponde incentivando l’astensione. Dalla democrazia alla “capocrazia”, per citare Michele Ainis.
Si tratta del tentativo di ribaltare i risultati del referendum e di riprendere il percorso verso un presidenzialismo senza controlli. Riguarda anche i giornalisti, anche quelli che fingono di non capire. Non casualmente il governo ha deciso di non recepire il Media freedom act e di continuare a “sequestrare” la commissione parlamentare di vigilanza.
Nei rapporti internazionali sulla libertà di informazione abbiamo superato l’Ungheria per la quantità di querele bavaglio scagliate contro cronisti, disegnatori, intellettuali, associazioni. Per questo è giusto firmare l’appello dei costituzionalisti, perché si tratta ancora una volta di una firma a sostegno della Costituzione.
Ci auguriamo che tutte le piazze mediatiche, tra uno speciale su Garlasco e l’altro, vogliano chiamare a parlare della legge elettorale chi, almeno una volta nella vita, abbia letto, anche rapidamente, la carta costituzionale.
