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GIORNATE PER AHED Inter arma silent leges?

 

C’è una Convenzione ONU sui Diritti del Bambino, sottoscritta nel 1989 da 194 Stati, tra i quali l’ Italia e nel 1991 da  Israele,  o, che nel caso di Ahed viene clamorosamente violata. Tutti i firmatari sono tenuti a rispettarla  e a farla rispettare. Anche noi, cittadini italiani, non possiamo voltarci dall’altra parte e  I nostri maggiori media non possono ignorare a cuor leggero  cosa sta accadendo ad Ahed. Per questo scriviamo qui chi è Ahed, dove vive, cosa ha fatto, quando e perché.

Ahed Tamimi, 16enne palestinese del villaggio di Nabil Saleh viene arrestata nella notte del 19 dicembre 2017, oltre un mese fa,  con l‘accusa di aver schiaffeggiato il giorno prima un soldato israeliano. Ahed viene interrogata senza avvocato e senza genitori e portata     davanti al Tribunale Militare israeliano di Ofer  che decide di tenerla in carcere!  La madre viene arrestata il giorno 20   con l’ accusa di aver distribuito ai media il video della scena tra Ahed ed il soldato.  Di nuovo Ahed sarà trascinata davanti al tribunale Militare il 31 gennaio 2018, il giorno del suo 17° compleanno.

Ahed ha 16 anni vive in un villaggio colonizzato dagli insediamenti illegali israeliani di  lamish protetti dall’ esercito che, violando  qualunque legge internazionale (IV Convenzione di Ginevra 1949) sui diritti e doveri dei paesi occupanti, rubano la terra e le fonti di sostentamento al popolo occupato (acqua, campi e greggi, libertà di movimento).

L’ Italia ha firmato nel 1989  insieme a 194 altri paesi  la “Convenzione ONU dei Diritti del bambino e dell’ Adolescente” che è composta di 54 articoli e 3 protocolli e tra questi l ‘impegno di tutti i firmatari a farla rispettare, “obbligo di tutti i firmatari ad agire prontamente per proteggere i bambini da ogni forma di violenza fisica e mentale”. Vi si dice che va evitata ad ogni costo qualunque forma di detenzione di minori che li esponga  a esperienze traumatiche quali  l ‘arresto, con la separazione e allontanamento dalla famiglia,   l’ isolamento e il terrore di subire abusi fisici e psicologici come  la violenza spesso usata negli interrogatori. L’esperienza dell’arresto e della detenzione  distrugge il  loro percorso  scolastico e ne condiziona il corso della vita per sempre. L’accusa più comune usata contro i bambini palestinesi e che dà al Tribunale Militare l’agio di condanne fino a 10 anni  è il lancio di sassi contro l’ esercito occupante.

Da febbraio a novembre 2017 una media di 310 bambini palestinesi ogni mese sono stati tenuti in prigioni israeliane per infrazioni alla sicurezza. Tra questi bambini una media di 60 minori  hanno tra i 12 e i 15 anni. E’ documentato che  di 137 bambini    26 sono stati tenuti in isolamento per una media di 12 giorni!

Perché?

La strategia israeliana mira a demolire  la resistenza della comunità occupata militarmente ANCHE attraverso l’ attacco ai minori, ai bambini, intimorendo le famiglie e terrorizzando le comunità di appartenenza. 345 bambini palestinesi nei territori occupati sono stati feriti  tra il 5 ed il 18 dicembre 2017 (secondo dati OCHA). 1\3 feriti da proiettili ricoperti di gomma, sparate spesso in volto. Qualche ora prima della  reazione di Ahed  contro  il soldato israeliano questa sorte era toccata a suo   cugino Mohamed  che con il volto spappolato è poi rimasto in  coma farmacologico  per diversi giorni.

I siti  palestinesi di Defence Children International- Palestine e Addameer, il sito canadese Samidoun e  i siti israeliani di Physicians for Human Rights e B’Tselem riportano con dovizia di particolat che i grandi media italiani colpevolmente  ignorano costringendo chi vuole informarsi a tivolgersi ai media esteri.
L’Italia ha il dovere di far rispettare la Convenzione che ha firmato e che la impegna ANCHE a farla rispettare dagli altri firmatari.

Flavia Donati della Rete Romana di Solidarietà con il Popolo Palestinese

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