Sei qui:  / Articoli / Informazione / Omicidio Daphne: critiche sulle indagini dalla famiglia e da alcuni giornalisti indipendenti

Omicidio Daphne: critiche sulle indagini dalla famiglia e da alcuni giornalisti indipendenti

 

Sui 10 arresti eseguiti ieri a Malta nell’ambito delle indagini sull’assassinio della giornalista Daphne Caruana Galizia alcuni giornalisti indipendenti maltesi e gli stessi familiari di Daphne hanno espresso serie perplessità. La condotta del premier Joseph Muscat è apparsa troppo attenta al marketing politico e troppo distratta quando si è trattato di fornire dati precisi alla stampa e ai familiari di Daphne, che hanno saputo degli arresti dai media.

Molto critico The shift news, portale indipendente di giornalismo investigativo fondato all’indomani dell’assassinio di Daphne con l’obiettivo di portare avanti le sue inchieste. Caroline Muscat, amica e collega della vittima, fondatrice con altri di The shift  news, ricorda che il premier Muscat ha condotto la conferenza stampa da solo quando invece la corretta prassi istituzionale avrebbe imposto che fosse stato il capo della polizia Lawrence Cutajar a dare la notizia e i dettagli degli arresti.

“Conducendo la conferenza stampa da solo – fa notare The Shift news – Muscat mostra di dubitare dell’abilità del capo della polizia di gestire questo tipo di annunci alla stampa, o di volersi attribuire il merito dei progressi nelle indagini”. Non solo: il team di The shift news sottolinea che mentre il premier Muscat si precipitava ad annunciare “otto arresti” in conferenza stampa, ne venivano eseguiti altri due. Tanta fretta, su una questione così delicata, smaschererebbe le sue reali intenzioni di distrarre l’attenzione dei media internazionali da un possibile movente politico dell’omicidio.

Caroline Muscat, ospite al Forum delle giornaliste del Mediterraneo, con Petra Caruana Dingli docente dell’Università di Malta ed editorialista, entrambe intime amiche di Daphne, indicano proprio la politica quale contesto in cui potrebbero muoversi i mandanti dell’assassinio.

La famiglia di Daphne, che sarà a Firenze il 14 dicembre prossimo, nell’ambito di un incontro organizzato dalla FNSI per tenere accesi i riflettori sulla tragica morte della collega maltese, ha diramato una dura nota nei confronti della condotta del governo maltese. “Il fatto che il primo ministro abbia dato la priorità ai media rispetto ai familiari di una vittima di omicidio – dicono i familiari di Daphne- indica che la sua visibilità pubblica è la sua prima preoccupazione”.

“La famiglia – continua il comunicato stampa – ha già scritto al capo della polizia riguardo la mancanza di comunicazioni formali e la fuga di notizie in un flusso costante che compromette l’integrità delle indagini. Nessuna risposta scritta è mai stata ricevuta. Ad un’ora dagli arresti, le foto segnaletiche, i nomi e gli indirizzi di sette sospetti sono stati fatti trapelare dalla polizia maltese. Se i poliziotti che hanno accesso ai fascicoli del caso divulgano questi dati tranquillamente, è importante chiedersi se non stiano passando informazioni anche ad altri sospetti, alcuni dei quali potrebbero essere all’interno del governo, o vicini ad esso”.

“La famiglia di Daphne Caruana Galizia – chiude la nota – continuerà a lottare per un’indagine indipendente ed imparziale che cui hanno diritto e si batterà per chiedere conto a qualunque istituzione o funzionario abbia fallito nello svolgere il suo dovere, compromettendo le ricerche per incompetenza o negligenza”.

Su Rai1, Uno mattina ha dedicato uno spazio di approfondimento sull’omicidio di Daphne: Anna Scalfati, coordinatrice di Giulia giornaliste-Lazio, ha ricordato come i metodi di minacce e intimidazioni nei confronti delle giornaliste s’assomigliano tutti. Si passa dalla delegittimazione, al fango, alla ridicolizzazione, all’isolamento, fino ai danneggiamenti sulla casa, all’uccisione dei cani, e ha chiesto di tenere alta l’attenzione nei confronti di colleghe e colleghi che lavorano sui territorio, in periferia, senza scorta, indagando nella zona grigia dove si nasconde l’amplesso tra politica-economia-mafia. Beppe Giulietti, presidene della FNSI, che ha raccolto l’appello del Forum delle giornaliste del Mediterraneo, che hanno chiesto #VeritàperDaphne, ha dato appuntamento al 14 dicembre prossimo a Firenze.

*ideatrice del Forum delle giornaliste del Mediterraneo

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati con (*).

*