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Gorizia. La galleria Bombi rifugio degli immigrati. Tra solidarietà e intolleranza

 

Da quando lo scorso agosto sono stati “spostati”, la galleria Bombi è diventato il rifugio di un centinaio di migranti che si erano concentrati nella piazza principale della città di Goriza, di fronte la prefettura. Alcuni sono in attesa di documenti, altri sono appena arrivati, dormono dentro la galleria. Sopra c’è l’antico castello della città, sotto, appunto, la galleria. Dormono per terra, sull’asfalto. Se hanno delle coperte e sacchi a pelo per coprirsi è grazie alla generosità delle persone di qui che non accettano si possa in queste condizioni. Non hanno neppure accesso all’acqua. Sia la fontana in piazza che quella all’imbocco della galleria sono state chiuse per non permettergli di usarle. I servizi il comune non li vuole mettere perché sarebbe, secondo il sindaco Rodolfo Ziderna, “un incentivo a far arrivare altre persone”. Così i bisogni queste persone sono costretti ad espletarli all’aperto. Ogni sera, quando sono da poco passate le otto, gente di qui si organizza per portare cibo e conforto.

Dai tredici agli ottant’anni, generazioni di goriziani che ogni sera si ritrovano per portare conforto a chi ha bisogno, in totale disaccordo con la linea che invece sta tenendo l’amministrazione comunale. Gianni Cavallini, dirigente della ASL di Gorizia ha portato avanti una battaglia decisa affinché non solo queste, ma tutte le persone che arrivano possano essere visitate da medici. “E’ una questione non solo di umanità ma anche di tutela della salute pubblica. Fare vivere persone al freddo, senza servizi igienici, non vuol dire affatto dissuadere persone ad arrivare fino a qui, ma mettere quelli che ci sono e quelli che arriveranno nella posizione di ammalarsi facilmente, viste le temperature e le condizioni in cui sono costretti a stare. Nella galleria Bombi come in altre situazioni. Non fare ammalare loro va anche nei nostri interessi, visto che le malattie si propagano rapidamente. Certo, ammettere questo farebbe mancare le basi di una propaganda pericolosa che invece racconta di malattie che arrivano con i migranti. Invece non è vero, è farli stare in queste condizioni che mette a rischio la loro e anche la nostra salute”.

Queste stesse cose le confermano i medici che ogni sera vengono qui a visitare chi ha bisogno. “Il ragazzo a cui ho appena misurato la pressione aveva 110 di minima. L’ho subito invitato ad andare a fare una visita dalla croce rossa, che ho avvertito. E’ a rischio infarto, non può passare un’altra notte così”. Oltre al medico, in pensione dall’ospedale ma sempre fedele al giuramento di Ippocrate e quindi presente e operativo dove serve e dove c’è bisogno, ci sono molte altre persone. Alcune di queste, in particolare due persone, sono state minacciate pesantemente e violentemente da alcuni esponenti di Casa Pound contro i quali hanno sporto denuncia. Non sono rari gli episodi di intolleranza e di provocazioni nei confronti di coloro che dormono nella galleria.

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