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Subiaco e Pontinia. Tra rigurgiti neofascisti e slanci di integrazione

 

Lui è tornato a fare il medico a tempo pieno nelle campagne di Pontinia, la sua storia invece è diventata il simbolo dell’effetto perverso degli insulti volgari sui social. Luigi Subiaco fino a un mese fa era assessore al bilancio del Comune di Pontinia, una delle cittadine figlie della bonifica della provincia di Latina con tanto di torre razionalista.

Professionista seguito e stimato dai suoi pazienti, in politica da molti anni e con evidenti simpatie di destra ma anche molto esuberante e attivo su Facebook. Quando la Presidente della Camera è venuta in visita a Latina non ha esitato a unirsi all’esercito di ragazzini di estrema destra che dalla tastiera hanno lanciato i peggiori epiteti contro la terza carica dello Stato. Tra l’altro nel commento ad un post ha scritto: “Sporca bastarda”.

Nel giro di qualche ora era insorta l’opposizione che aveva chiesto le sue dimissioni o comunque la revoca della delega da parte del sindaco perché “insultando in modo tanto becero la Presidente della Camera ha anche insultato il nostro Paese”. Poi c’era stata la presa di distanza di parte della  maggioranza.  Sono seguiti giorni di tregenda nella piccola Pontinia, dove non manca la nostalgia per il fascismo ma neppure un grande slancio per l’integrazione dei quasi seimila braccianti indiani presenti. E alla fine il sindaco gli ha tolto l’incarico. Quando Subiaco era ormai già un ex assessore ha ammesso di aver esagerato, ma non si è pentito. “E’ stata un’intemperanza fatta nel mio privato e che potevo sicuramente risparmiarmi”. Ma nel rispondere alle domande sulla sua uscita infelice contro la Presidente Boldrini si è anche lasciato andare contro i giornalisti che ne avevano fatto un caso: “So che voi guadagnate 20 o 30 euro a pezzo, ma ci sarebbero cose più serie di cui parlare”.

Lui invece quando ha scritto la frase oltraggiosa non solo sapeva di cosa parlava ma aveva già collezionato dei precedenti. Dopo l’attentato terroristico a Londra aveva commentato sempre su Facebook il post contenente la notizia sostenendo che i londinesi avevano scelto un sindaco musulmano e quindi si meritavano, in fondo, quanto accaduto. Post in seguito cancellato. Ma poco dopo ci era “ricascato” e in concomitanza con l’arrivo di un gruppo di richiedenti asilo in provincia di Latina nell’ambito dell’accoglienza predisposta dalla Prefettura aveva liquidato i nuovi arrivati come “bastardi parassiti”.  Da quando non è più assessore ha praticamente smesso di insultare e spruzzare di odio la tastiera e in compenso resterà uno dei primissimi utenti ad aver pagato in qualche modo, almeno sul piano politico, le affermazioni gravi fatte in rete. Dopo di lui è toccato ad un gruppo di attivisti di destra di Latina, denunciati dalla polizia postale sempre per  una serie di commenti  e per la pubblicazione di una vignetta oltraggiosa contro Laura Boldrini. Per una coincidenza della cronaca e della geografia le prime contromisure contro l’odio instillato sui social sono state prese nel luogo da cui erano partite.

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