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Mafia. Quando il pericolo peggiore è l’assuefazione della cittadinanza

 

Basso Lazio e Basso Salento, a leggere gli articoli di Marilu’ Mastrogiovanni ci si chiede come mai non siamo riusciti qui nel Lazio a raccontare il radicamento delle mafie cosi’ come ha fatto lei nel suo Comune di origine, Casarano di Lecce. “Ho visto la mafia”- dice Marilu’- ed elenca punto per punto, senza mezzi termini, le connessioni. La vendita di droga, lo spaccio nei Lidi, i voti comprati, gli appalti truccati. Meglio di una intercettazione o di una indagine di polizia giudiziaria Marilu’ fa un racconto di come la forza della mafia rappresenti un potere necessario per l’economia di molti territori. Non si fa impresa senza di loro, non si dice neanche la messa senza il consenso della cupola mafiosa della Sacra Corona Unita. E infatti Marilu’Mastrogiovanni e’ sotto protezione da quando con il suo giornale, Il Tacco d’Italia , fa nomi e cognomi e, partendo dalle inchieste della magistratura, collega in un quadro perfetto e dettagliato tutti gli interessi illeciti del basso Salento. Un sistema criminale che gode in larga parte del consenso della gente generando una assuefazione pericolosa per la vita democratica del nostro Paese. Aggiungo, gia’ duramente messa alla prova in questi tempi di discriminazione e di nuove povertà.
Grazie anche alla rete di giornaliste GIULIA ( GIornalisteUniteLibereAutonome) di cui Marilu’ fa parte non e’ passata sotto silenzio l’ultima temibile minaccia inviata alla giornalista: un manifesto post elettorale nel quale lei veniva raffigurata sepolta. Solo a chi si occupa di mafie non sfuggono i particolari. La sfrontatezza di affiggere un manifesto contro gli avversari politici del sindaco di Casarano- che quindi di fatto e’ un manifesto gia’ firmato- coinvolgendo la collega Mastrogiovanni ritratta con la testa che fuoriesce da una fossa e’ molto piu’ di un avvertimento.
Marilu’ non e’ una giornalista d’inchiesta e basta, e’ una donna che ha studiato e si e’ preparata eticamente e culturalmente per sostenere l’aggressivita’ mafiosa. Per questo fa paura. Tutte le querele che hanno presentato contro di lei sono andate a vuoto ma su una sono riusciti a tenerla con il fiato sospeso per lunghi anni, lei e la sua famiglia. Poi ha vinto anche su questa.
La rete delle giornaliste GiUlia sta valutando se affiancarsi in modo ancora piu’ evidente alle battaglie di Marilu’ Mastrogiovanni. Quel potere violento la prende di mira infatti ancor piu’ perche’ donna. La cosa straordinaria e’ quello che Marilu’ sta facendo nel Tacco d’Italia con la sua rivista “Il Tacco d Italia”: forma nuovi giornalisti , collabora con le Forze di Polizia, fa emergere ogni giorno quelle connessioni tra business dei rifiuti e amministrazioni pubbliche, tra consumo del suolo e appalti, racconta e descrive i personaggi che insanguinano la regione.
Il Salento, il bel Salento dove Augustino Potenza, considerato dalla direzione nazionale antimafia una della nuove leve della Sacra Corona Unita, e’ stato ucciso con 18 colpi di kalashnikov nel suo paese d’origine , Casarano, lo stesso paese della collega Mastrogiovanni. A differenza di Marilu’, che viene rappresentata “seppellita” nel manifesto affisso nei giorni scorsi, il potente Augustino era venerato come un dio a Casarano di Lecce. “ Era riuscito a creare un clima di consenso e omerta’- scrive Marilu’ Mastrogiovanni- inventando il marketing della mafia per nascondere il fiume di denaro che arrivava dagli affari criminali. E sfamando un po’ di famiglie in ginocchio per la crisi. Storia di un genio del male tutto italiano”.
Abbiamo detto Basso Lazio e Basso Salento, abbiamo parlato di rifiuti e di droga e di appalti e di minacce.
Ma abbiamo parlato anche di chi appare come un dio, come colui che ti porta fuori dalla crisi. Marilu’ e’ stata capace di descrivere bene questo nuovo fenomeno di assuefazione della cittadinanza che e’ molto di piu’ e molto peggio del silenzio dettato dalla paura. Vuol dire non vedere piu’ la realta’ delle cose. Vuol dire non sapere riconoscere il nemico. Il vero dio del male, come scrive Marilu’. La Mastrogiovanni, una donna, una giornalista della nostra rete GIuLia alla quale non faremo mai mancare il sostegno . Noi centinaia di socie impegnate sul fronte della violenza di genere e molte di noi anche sul fronte della lotta alla criminalita’ organizzata.

Anna Scalfati, Coordinatrice rete Giulia Lazio

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