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Sindaca Raggi al convegno “Se uccide non è amore”: insieme per cambiare la cultura

 

In occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, venerdì 25 novembre 2016 si è tenuto a Roma presso il Nuovo Cinema Aquila, il convegno “SE UCCIDE NON È AMORE!”. Una giornata ricca di incontri sul tema della violenza sulle donne realizzata dall’Assessorato alla Cultura del V Municipio – Assessora Maria Teresa Brunetti e l’Associazione Culturale FestArte – presidente Lorena Benatti, con la preziosa collaborazione di: Associazione Amore e Psiche, Associazione La Scuola che verrà, la Cooperativa Sociale di Psicoterapia Medica, il settimanale Left. I protagonisti di questa importante iniziativa sono stati gli studenti di quattro istituti superiori che hanno posto ad un gruppo di esperti alcune domande sulla violenza, soprattutto quella “invisibile”.

E’ intervenuta anche Virginia Raggi, sindaca di Roma che ha invitato i ragazzi a agire adesso. Parlare, ragazzi e ragazze, per confrontarvi e iniziare voi stessi a cambiare la società. Se non lo facciamo insieme, se non lo fate voi, noi da soli non ce la possiamo fare.

Si auspica dunque un sostegno reciproco, la società ha bisogno delle Istituzioni come le Istituzioni hanno bisogno del sostegno delle persone che ogni giorno si trovano ad affrontare problematiche inerenti a quella che la Sindaca definisce “la punta dell’iceberg” la violenza fisica, le aggressione e gli omicidi. Ma durante questo importante incontro, è emerso anche il concetto di violenza invisibile che secondo Virginia Raggi “è tutto quello che c’è dietro, prima di arrivare a quegli episodi“. E inoltre, aggiunge: “dobbiamo combattere questa idea fin dai primi anni di vita promuovendo una cultura del rispetto.”

Alla domanda su cosa l’avesse spinta a fare il Sindaco di Roma nonostante le aggressioni subite, lei  ha risposto: “Sicuramente mi piacciono le sfide, la forza mi è venuta perché volevo cambiare le cose. Non è nelle mie corde subire e sopportare: mi lamento il primo, il secondo giorno, poi il terzo agisco. E al contempo in questo periodo so di essere una buona incassatrice. Io voglio provare a cambiare in prima persona, mi metto in gioco”.

Questa prima sessione “La violenza: reato capitale ”coordinata dalla Prof.ssa Annamaria Calò e la Prof.ssa Barbara Maso, ha visto numerosi studenti riportare una serie di testimonianze dalle proprie realtà e relative a manifestazioni di violenza di vario genere, da quella fisica a quella psicologica. Tante le domande poste agli psichiatri e psicoterapeuti sulla violenza: “violenti si nasce? cos’è la violenza invisibile? il tema dell’autostima si lega a quello della violenza sulle donne? si può riconoscere la gelosia come patologia mentale?”

Il Prof. Paolo Fiori Nastro, docente di Psichiatria presso UniRoma1 e Responsabile U.O.D di Psicoterapia “Villa Tiburtina” si rivolge a loro dicendo comunicate, questa è una cosa importantissima: non pensate di essere strani voi, questo è il punto di partenza che blocca qualsiasi possibilità di elaborazione”. E poi aggiunge: “la violenza non è un aspetto naturale degli esseri umani ma è indicativa di una sofferenza personale.”

E la Dott.ssa Francesca Fagioli, psichiatra e Responsabile della Struttura residenziale terapeutico riabilitativa – ASL RM1 Prevenzione interventi precoci salute mentale, chiarisce loro un altro punto fondamentale: “se c’è crimine non c’è amore, se c’è violenza non c’è sessualità, se c’è amore non c’è possesso. Non si uccide per gelosia perché chi arriva ad uccidere non è geloso ma ha un rapporto talmente alterato con la realtà dell’altro essere umano che ha di fronte, che perde ogni concetto di amore.”

Questo è solo un esempio di come i giovani siano particolarmente reattivi a questo tipo di iniziative e di quanto la scuola abbia un ruolo cardine nella divulgazione di una cultura dell’uguaglianza e del rispetto per l’altro, diverso da sé. É importante che si conoscano le origini della violenza per arrivare a individuare situazioni a rischio e, magari, riuscire anche ad evitarle con l’aiuto di un esperto. Ci auguriamo, dunque, che queste attività possano aumentare e avere sempre più consenso e sostegno da parte delle amministrazioni locali.

Durante la sessione pomeridiana sono stati approfonditi e discussi i dati sulla violenza e alcuni tra i più significativi episodi di aggressione alle donne e femminicidi. Tra i temi affrontati anche quello di “Uomini che non sanno amare, uomini che non sanno lasciare” e “Donne vittime di violenza sul web”, introdotti da Psichiatri e psicoterapeuti insieme a giornalisti, artisti e numerosi esponenti di realtà attive sul territorio (associazioni, centri antiviolenza e cooperative sociali).

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