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Grazie Professore

 

 

Chissà perché persone come Umberto Veronesi pensiamo debbano essere immortali. Sapevamo fosse malato , eravamo coscienti della sua veneranda età, ma da esseri umani, l’idea della morte ci appare sempre come un concetto astratto, estraneo alla quotidianità. E così,  il mondo ha perso non solo un grande oncologo, un  comunicatore pieno di energia positiva , un libero pensatore al di là degli stereotipi e degli schieramenti.Ha perso molto altro.

Le donne, moltissime donne gli sono grate, perché per primo le ha volute vedere  non solo come pazienti con seni malati da tagliare di netto perché  così deve fare un chirurgo: estirpare il male. Veronesi le ha guardate come donne che voleva salvare dal cancro tenendo però in considerazione la parte estetica, quando possibile: così la quadrantectomia, ovvero togliere solo il quadrante del seno interessato dal tumore salvando il resto della mammella, è diventata prassi grazie a lui.

Questo non denota soltanto una eccellente capacità chirurgica e intuizione medica, ma anche uno spessore umano che gli ha fatto vedere le pazienti non solo come malate  da operare ma anche come le donne che sarebbero state una volta uscite dalla malattia. E qui è stata la sua grandezza: aver fatto allungare lo sguardo oltre la malattia, verso il futuro di una vita che “dopo” poteva, sì, poteva essere normale … Simbolo della lotta contro il cancro, Veronesi ha impresso una spinta decisiva all’oncologia italiana. E poi, ha anche iniziato a coniugare la chirurgia alla chemioterapia , protocollo divenuto ineludibile per salvare la vita in alcuni tipi di tumore

Eppure Veronesi è stato anche molto criticato e perfino oggi, su alcuni social sono piovuti commenti feroci su una “chemioterapia che uccide invece di salvare”  e altre idiozie del genere comprese le critiche sulle raccolte fondi a favore della ricerca sul cancro. Bestialità .

La realtà è che ciò che non si perdona è la libertà di pensiero. Come può un uomo di scienza  dichiararsi vegetariano da sempre per motivi etici e filosofici, promuovere un’alimentazione vegetariana come migliore prevenzione contro molti tipi di cancro e poi schierarsi  a sostegno della validità degli organismi geneticamente modificati affermando che a provocare il cancro più che gli Ogm sarebbero alcune tossine contenute in particolari alimenti?…  e poi perché un medico dovrebbe sostenere il testamento biologico e l’eutanasia per i malati terminali, appoggiando anche alcuni appelli pubblici sulla questione?… si capisce che un medico si schieri contro il fumo , ma è fuori dagli schemi che lo stesso medico si batta  per la depenalizzazione e la legalizzazione delle droghe leggere ,seppure principalmente per uso terapeutico…e ancora, perché un chirurgo dovrebbe esporsi dicendosi favorevole al matrimonio egualitario e all’adozione da parte di coppie dello stesso sesso sostenendo l’uguaglianza tra coppie eterosessuali ed omosessuali…

La verità è che senza paura ha sempre sostenuto ciò in cui credeva. lo ha fatto in un modo naturale e deciso senza l’ansia di doversi schierare o di essere etichettato…e questo è inaccettabile a molte persone che non riescono, nella loro piccineria ad avere una visione ampia delle idee che si abbracciano.Troppo complesso, troppo difficile dover pensare ogni volta, più semplice invece, fare una scelta di schieramento e seguire la corrente …ma Veronesi non era così.

Uno spirito libero, creativo e amante della vita. questo era Umberto Veronesi.

E se il dispiacere per la scomparsa di un uomo di tale spessore umano e professionale è molta, sapere con quanta  laica serenità ha accettato la fine della sua vita che ha vissuto in pieno e con passione, è una consolazione. E anche una meravigliosa lezione di saggezza.

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