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Grasso con Tg3 per verità sul caso Alpi

 

“In nome di Ilaria e di sua mamma, dobbiamo continuare a cercare la verità”. L’appello del Tg3 di non lasciare senza responsabili – quelli veri – l’omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin è stato subito raccolto dal Presidente del Senato Pietro Grasso. Così lunedì 21 novembre una delegazione di giornalisti è stata ricevuta a Palazzo Madama.
“Non si può pensare di spegnere i riflettori su un fatto che ha colpito il Paese. Una giornalista come Ilaria Alpi che viene uccisa è un lutto non solo per il giornalismo, ma per la nazione”.
Parole, quelle di Grasso, che non sono di circostanza o di pura vicinanza ai familiari di Ilaria e Miran, ma che suonano come uno sprone affinché ciascuno faccia la propria parte: “Per la verità e la giustizia si debbono mobilitare tutte le istituzioni, dalle forze di polizia alle procure, al Parlamento”.
Mobilitarsi per scoprire cosa è successo non solo quel 20 marzo del 1994 ma in questi 22 anni, in cui appare evidente che qualcuno ha lavorato perché non si arrivasse a capire le reali motivazioni del delitto. Luciana Alpi ne è convinta, ne è stata convinta per tutti questi anni, e lo ha detto chiaramente dopo la sentenza di Perugia, con cui si è stabilita l’innocenza di Hashi Omar Hassan: “Voglio sapere – ha detto la mamma di Ilaria – chi ha costruito false piste, chi ha lavorato per allontanare ogni possibilità di individuare quanti hanno ordinato il duplice omicidio di Mogadiscio”.
“Abbiamo una interessante novità dal punto di vista legislativo che è quella del reato di depistaggio. Sulla base di ciò che è certamente avvenuto – dice il Presidente Grasso – si può partire attraverso le indagini per ricostruire. È come attaccarsi a una fune da risalire per arrivare alle responsabilità degli autori dell’omicidio”.
Ilaria stava lavorando sui molti traffici che passavano per la Somalia. Ilaria e Miran non sono morti per sbaglio o per una rapina finita male. Si sono sentiti troppi “non ricordo” nelle udienze del processo di revisione: molti di questi pronunciati da un alto rappresentante dello Stato.
È arrivato il momento di ripercorrere la strada e riempire questi buchi di memoria.

Fonte: “Libera Informazione”

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