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“La violenza del terrorismo ci sconcerta e spaventa”. Intervista a Simone Cristicchi

 

“Il secondo figlio di Dio: vita, morte e miracoli di David Lazzaretti” è il titolo del nuovo spettacolo teatrale di  Simone Cristicchi, in scena in prima nazionale, sabato 23 Luglio a Cividale del Friuli nel calendario di Mittelfest. Un testo mistico e di fede, di parola e musica con protagonista David Lazzaretti, detto il “Cristo dell’Amiata” che nel 1878 si proclamò reincarnazione di Gesù Cristo. La vicenda racconta la parabola utopica di un visionario di fine ottocento, un predicatore eretico con migliaia si seguaci, messo all’indice dalla Chiesa  capace di unire fede e comunità, religione e giustizia sociale. La narrazione di un sogno rivoluzionario per una società più giusta.

Come ha incontrato la storia?
Frequentando nel 2010 il monte Amiata, un luogo ricco di tradizioni antiche e leggende, respirando il fascino dei borghi dove Lazzaretti è nato e ha vissuto e  dove ho incontrato il drammaturgo Manfredi Rutelli con il quale abbiamo scritto a 4 mani il testo su questo personaggio incredibile di cui si sa poco, che con questo spettacolo vorrei valorizzare e far conoscere.

Nei suoi spettacoli precedenti ha ridato voce a memorie dimenticate, quale è  l’attualità di questa storia?
David Lazzaretti fu un precursore, un profeta, un personaggio discusso e condannato come eretico ma, avendone studiato la vita e il pensiero, lo ritengo ancora capace di dare messaggi di grande attualità. Visse in tempi difficili, di grandi ingiustizie e cambiamenti sociali cercando, attraverso le sue idee, di cambiare la vita di tante persone. Il rapporto con la contemporaneità è forte: il mondo sta cambiando giorno per giorno, la violenza del terrorismo ci sconcerta e spaventa. La strage di Nizza ci fa sentire da un parte l’impotenza e dall’altra la vigliaccheria di chi dovrebbe difenderci e al contrario non ha vigilato per impedire che venisse versato il sangue di tanti innocenti.

Dunque quale è il messaggio di questo suo spettacolo?
Il cuore della dottrina di Lazzaretti era fondata sulla rivoluzione spirituale che ognuno dovrebbe fare. Partire dalla spiritualità del singolo, dall’uomo, per poi costruire un modo nuovo di stare assieme, sentirsi comunità di famiglie cristiane, fondata sulla solidarietà e sull’uguaglianza. Fu così visionario e anticipatore da dare nella sua società ideale il voto alle donne; fatto mai accaduto prima. Credeva che il lavoro in comune avrebbe portato al rinnovamento delle persone. Questa è la sua grande attualità fondata su un messaggio spirituale più che sociale che liberi l’umanità dall’individualismo e dall’egoismo. Questo messaggio oggi può fare del bene.

Le musiche sono state scritte da Cristicchi a 4 mani con il compositore e direttore d’orchestra Valter Sivilotti
“Il motore dello spettacolo, spiega il maestro friulano – che ha firmato e diretto in collaborazione con l’autore romano altri spettacoli di grande successo come “Magazzino 18” dedicato alla tragedia delle foibe –  è una forte spiritualità che si ripercuote sulle musiche. Le melodie sono caratterizzate da una sacralità che attinge al patrimonio classico e contemporaneo.” Le musiche sono eseguite dal vivo da un ensemble nel quale i singoli strumenti segnano e caratterizzano i passaggi verso il misticismo del  protagonista. A segnalare questo percorso è stato scelto il violoncello, al quale sono stati affidati passaggi di musica orchestrale sinfonica, mentre la fisarmonica dà voce a canzoni di ispirazione popolare, stornelli con testi anche in dialetto toscano. “Di forte impatto, prosegue Sivilotti,  il ruolo del coro composto da voci maschili e femminili. Sono loro il popolo; sul palco interpreti di musiche brillanti mentre fuori scena eseguono testi sacri. Potenti, conclude il maestro, sono le percussioni e le diverse sfumature della chitarra classica e elettrica, protagonista di contemporanea forza.”

Il testo drammaturgico è firmato da Simone Cristicchi e Manfredi Rutelli, le musiche sono dello stesso Cristicchi e di Valter Sivilotti che dirige dal vivo l’Ensamble e il coro  Magnificat di Caravaggio, per la regia di Antonio Calenda. Dopo Mittelfest lo spettacolo, prodotto da Centro Teatrale Bresciano e Promo Music, sarà da ottobre  in tournèe in Italia.

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