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Giovanardi ad Articolo21: “non mi sono mai permesso di accusare l’associazione presieduta dalla Bonfietti di nascondere la verità”

 

Il senatore Giovanardi scrive ad Articolo21 chiedendo diritto di replica all’articolo scritto da Daria Bonfietti, presidente dell’Associazione vittime strage di Ustica. 

di Carlo Giovanardi

L’ex senatrice Daria Bonfietti  continua ad accusarmi di “depistaggio contro la verità”  perché insisto  nel voler fare piena chiarezza sulla strage di Ustica, sulla quale sarà bene chiarire  lo stato degli atti:

1)  La Cassazione penale,  con sentenza passata in giudicato,  ha assolto con formula piena i generali dell’Aeronautica accusati di depistaggio,  che fra l’altro avevano rinunciato ad avvalersi della prescrizione: nella sentenza del processo penale  è scritto con chiarezza che l’ipotesi della battaglia aerea e del missile è da fantascienza non essendo emerso  nessun riscontro che provi questa ipotesi.

2) La Cassazione Civile, con sentenze passate  in giudicato  ha viceversa  stabilito,  con la formula  del “più probabile che non” che la causa dell’abbattimento sia stato un missile.  La Cassazione civile ha così confermato  l’ipotesi sostenuta in primo grado nella sentenza di un Goa (Giudice onorario aggiunto), l’avvocato Francesco Batticani di Bronte, emessa prima del recupero del relitto e dell’esito del processo penale,  non suffragata da nessuna perizia tecnica;  in Appello l’Avvocatura di Stato ribaltava la sentenza  ma in Cassazione la ricorrente Itavia riusciva  a  ottenere  di nuovo il rinvio in Appello dimostrando che l’Avvocatura dello Stato aveva presentato le risultanze del processo penale fuori tempo. Secondo le regole del processo civile pertanto i magistrati del secondo appello  hanno potuto giudicare soltanto  sulla base dell’unica  ipotesi rimasta agli atti, quella del missile, presentata da una delle  parti.

3) Undici fra i  più importanti periti aeronautici del mondo ,  inglesi, svedesi, tedeschi e italiani, in una perizia  costata anni di lavoro,   depositata agli atti del processo penale,  hanno concluso all’unanimità che il DC9 Itavia venne abbattuto da una esplosione di una bomba collocata nella toilette di bordo.

4) L’Italia non ha ancora presentato all’ICAO (International Civil Organization) il Final report che ogni paese è tenuto  a stilare  per  spiegare  i motivi di un incidente aereo.

Questa complessa realtà ho avuto modo di illustrarla a suo tempo come Ministro in Parlamento a nome del Governo italiano: ultimamente ho avuto modo  di prendere visione  e annotare, come membro della commissione Moro, documenti classificati segreti o segretissimi,  conservati presso la sede dei Servizi. Su tali documenti è stato tolto il segreto di Stato che li rendeva non consultabili neppure dai magistrati, ma con l’attuale classificazione  chi ne divulgasse il contenuto rischia  una condanna  come minimo a tre anni di carcere.
Stando così le cose non mi sono mai permesso di accusare l’associazione presieduta dalla Bonfietti di nascondere la verità,  anzi chiedo a tutti di fare fronte comune affinché questi documenti, risalenti al maggio giugno 1980,  vengano  resi pubblici  e l’opinione pubblica possa giudicarne il contenuto.

Oltre a me e altri i colleghi parlamentari  che ritengono  che queste carte contengano elementi di fondamentale importanza per fare luce su quanto accaduto ad Ustica e a Bologna,  anche famigliari delle vittime, come la signora Giuliana Cavazza,  che ha perduto  la madre in quella tragedia ed è Presidente Onoraria dell’associazione per la Verità su Ustica  si uniscono  al nostro appello. Ricordo che il Presidente della Repubblica, il Presidente del Senato  e il Presidente della Camera hanno moltiplicato  nell’ultimo anno gli appelli per  arrivare  ad una verità condivisa proprio su Ustica ” al di là ogni convenienza”.

Penso che anche Articolo 21 sia interessato  dopo ben 36 anni  a questa richiesta  di trasparenza  che  renderebbe  anche più credibile l’Italia nel momento  in cui,  giustamente,  pretende dagli egiziani di togliere ogni ostacolo di Stato alla ricerca della verità sulla morte di Giulio Regeni.

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