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Francia, l’eredità velenosa dell’anno degli attentati

 

C’e’ una bomba a orologeria che sta ticchettando nel cuore dell’Europa. Forse la piu pericolosa dopo quelle dei terroristi kamikaze che hanno colpito Parigi il 13 novembre scorso. E’ la bomba che nelle intenzioni del presidente Hollande dovrebbe essere la piu’ forte arma simbolica contro il terrorismo: la revoca di nazionalita’ per crimini di questo genere.

Parlando a Versallles in un discorso solenne alle camere riunite poco dopo gli attentati il presidente francese si era impegnato ad accogliere le proposte di maggioranza e opposizione nella lotta al terrorismo  per mostrare una Francia unita senza divisioni di partito. E per questo aveva fatto sua la proposta-cavallo di battalgiia della destra francese: revocare la nazionalita’ francese a chi sia condannato in maniera definitiva per atti di terrorismo. Detta cosi’ chi non puo’ dirsi d’accordo? Ma quando si e’ cominciato ad andare piu’ nel dettaglio si e’ capito perche’ la ministra della giustizia Cristhian Taubira e’ arrivata a minacciare le sue dimissioni per contrarieta’ al progetto. Nessuno stato puo’ rendere apolide un suo cittadino. Cosi’ la misura si applicherebbe solo a chi ha doppia nazionalita’. Chi ha due passaporti, uno francese e uno, per fare un esempio non casuale, algerino puo’, se questa legge sara’ approvata essere privato della nazionalita francese ed espulso in algeria. Si vengono cosi’ a creare due categorie di cittadini: i francesi” di sangue” nati da generazioni di famiglie cresciute in Francia e i francesi “di suolo” nati sul territorio francese da genitori immigrati.

Uno dei cardini della repubblica francese e’ l’eguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge. Eguaglianza che viene a cadere spingendo in sostanza milioni di figli di immigrati, per lo piu’ musulmani, in una sottocategoria: cittadini di serie b, non “veri” francesi. Ecco il perche’ dell’opposizione della sinistra del partito socialista (taubira e Montebourg in testa). Ed ecco il perche’ dell’entusiasmo della destra sia di quella moderata di Sarkozy sia di quella populista di Marine Le Pen. Esulta perfino il padre di Marine,ormai ai margini del fronte nazionale. D’altronde lui stesso non piu’ di un anno fa aveva rinfacciato al premier Valls di essere nato in Spagna e di non poter vantare, quanto a “francesità” lo stesso “pedigree” dei  Le Pen. E’ una misura inutile nella lotta pratica al terrorismo dicono gli stessi magistrati  impegnati nelle indagini e che rischia di dividere ancora di piu la societa’ francese favorendo i reclutatori di jahdisti. Spicca in un dibattito per ora sotto tono la forte presa di posizione della Chiesa cattolica francese: il vescovo di Marsiglia Georges Pontier ha espresso il totale disaccordo sul progetto di legge e la sua preoccupazione per le sue conseguenze. A Marsiglia sono centinania di migliaia i francesi di seconda generazione. Da notare infine che l’Hollande candidato si era espresso, prima di essere eletto, contro questa proposdta della destra. E l’Hollande presidente, al contrario, ha deciso di appoggiarla. Forse perche’ i sondaggi stanno premiando, per ora, la sua posizione dura e bypartizan sul terrorismo. Ma  i politici dovrebbero saper vedere aldila’ dei sondaggi di giornata e pensare alle conseguenze delle proprie azioni, specie in momenti come quelli che siamo vivendo in tutta Europa.

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