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Msf ricorda le 30 persone uccise a Kunduz

 

È passato un mese dal giorno in cui le truppe statunitensi hanno bombardato l’ospedale dei Medici Senza Frontiere a Kunduz in Afghanistan. Un mese che non è servito per ottenere il via libera degli USA e dell’Afghanistan a un’indagine indipendente della Commissione d’Inchiesta Umanitaria Internazionale per chiarire i fatti.

Intanto le vittime sono aumentate: 30 i morti di cui 7 non ancora identificati. Tra loro 10 pazienti e 13 operatori di MSF. Vittime anche loro della guerra, anzi della violazione delle regole del Diritto internazionale Umanitario e delle Convenzioni di Ginevra. internazionali. Per questo MSF chiede con forza un’indagine indipendente, che evidentemente chi la ferma non vuole.

La petizione #Independentinvestigation su www.change.org/IndependentInvestigation continua a raccogliere firme. Martedì 3 ottobre, a un mese esatto del bombardamento sull’ospedale di Kunduz, MSF vuole ricordare quelle 30 persone uccise e continuare a chiedere verità.
In Italia la manifestazione sarà a Roma al Colosseo. L’appuntamento è alle ore 11 davanti all’Arco di Costantino.

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