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“Vite spese per qualche euro al mese, da chi è spesso, solo un moderno schiavo”

 

L’iniziativa è nata due anni fa, quando Carlo Soricelli, ex operaio metalmeccanico in pensione e direttore dell’Osservatorio Indipendente  di Bologna sulle morti sul lavoro, stanco che le morti sul lavoro venissero chiamate in modo ipocrita “morti bianche”, scrisse questa poesia, che poi propose a Flavio Insinna, perché la leggesse nella sua trasmissione radiofonica “Per favore, parlate al conducente” e Flavio Insinna accettò la richiesta interpretandola con grande intensità.
Il video è molto toccante e spero serva davvero a sensibilizzare sul dramma sempre attuale delle troppe morti sul lavoro. Un dramma di cui, nonostante muoiano oltre 1300 lavoratori ogni anno, non si parla. Anni fa fu definita “la strage nell’indifferenza”, mai parole furono più vere.
Questa poesia dovrebbe andare in onda a ciclo continuo sui canali televisivi e pubblicata sui siti web dei mezzi d’informazione, ma non so se questo accadrà mai.
Scrive Franco Mugliari sul suo blog: “Ascoltatela ad occhi chiusi, o facendo scorrere il testo sul monitor che trovate sotto…, fate un po’ come volete. Ma fatelo. In meno di 90 secondi c’è dentro tutto ciò per il quale io, e quelli come me, vogliono e lottano”.
Vite spese per qualche euro al mese, da chi è spesso, soltanto un moderno schiavo”.
E’ un Paese civile quello dove ogni anno muoiono oltre 1300 lavoratori sul lavoro?

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