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Usa-Corea del Nord. La cyberguerra

 

Ufficialmente tutti negano e parlano di bullismo informatico, ma nei fatti potrebbe trattarsi del primo atto di una cyberguerra. Tutto è nato, com’è noto, da un attacco di hacker nordcoreani contro l’americana Sony che ha prodotto un film satirico (“The interview”) su un fantasioso attentato per uccidere il dittatore Kim Jong-un. Alle minacce pesanti dei “vandali” nordcoreani ha fatto seguito un’agguerrita rappresaglia degli Stati Uniti che ha bloccato per una giornata intera tutta la rete, peraltro limitata, di quel Paese (appena un migliaio di indirizzi IP contro molti miliardi Usa). La questione è molto seria, anche se sembra fantascienza. Secondo un famoso storico giapponese, Hyung Gu Lynn – “colpire l’economia oggi può mietere più vittime di una bomba atomica e destabilizzare il sistema capitalista”.

Un nuovo muro (invisibile) a cui le grandi potenze sono impreparate. E che dunque spaventa tutti. E’ noto che dietro la Corea del Nord, ultimo bunker di una dinastia comunista, ci siano Cina e Russia. Ma la nuova guerra spaventa chiunque, più degli arsenali militari, a tal punto che Mosca e soprattutto Pechino si sono già dissociate dal cyberterrorismo perché nessuno sa come può finire la sfida con i “guerrieri” della Rete.

Gli hacker nordcoreani (c’è chi ipotizza l’appoggio di mercenari russi e cinesi peraltro, notoriamente, bravissimi) oltre ad aver causato un danno immediato alla Sony di almeno mezzo miliardo di dollari, hanno minacciato di colpire Pentagono e Casa Bianca, mentre la Corea del Sud ha rivelato “interventi anomali” nei siti che gestiscono gli impianti nucleari. Il nuovo, inquietante scenario è approdato all’Onu dove al consiglio di sicurezza è stata sottolineata la pericolosità di questo conflitto senza confini, dove – ha rilevato l’ambasciatrice Samantha Power – un Paese può tentare di negare ormai la libertà di espressione non solo al suo popolo, ma anche universalizzare la situazione dei diritti umani.”

Per ora la mossa nordcoreana, in attesa di nuovi sviluppi, sembra aver prodotto un autentico boomerang per il regime di Kim. Forse il film uscirà nelle sale cinematografiche ma sicuramente gli utenti del web potranno vederlo secondo le assicurazioni della Sony. E le “garanzie”, toh, di Anonymous.

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