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Chi ha scelto i malfattori del sistema veneziano? Individuare tutti i burattinai

 

Il Commissario anticorruzione Cantone (nella foto) ha detto che la peculiarità della vicenda veneziana è nel sistema a 360 gradi che l’ha prodotta e che coinvolge i titolari di varie pubbliche funzioni.  Non si è trattato cioè di episodi di compravendita di favori, ma a monte di tutto c’è la collocazione, nei posti chiave del malaffare, di determinate persone all’uopo scelte perché sicuramente disposte ad asservirsi dietro pagamento.

E’ senz’altro vero, ma non ci si può limitare a questa considerazione.
Bisogna rispondere compiutamente a un altro interrogativo, il più pesante. Chi è che ha operato le scelte degli odierni imputati nella certezza che avrebbero dato il loro illecito apporto al sistema? Anche i burattinai, soprattutto quelli apparentemente estranei alla vicenda, devono rispondere alla collettività non solo in sede giudiziaria, ma anche sul piano politico. L’affare di Venezia conferma che nel nostro Paese operano tuttora centri di potere occulto.
Se c’è stata, come giustamente ritiene Cantone, una regia, i registi vanno individuati, tutti, perché rendano conto del loro operato ai cittadini.

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