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Minacce ai giornalisti di Radio Shabelle. La denuncia di “Migrare”

 

L’Associazione Migrare, che ha seguito con partecipazione ed impegno la manifestazione presso la FNSI dello scorso 7 marzo per il riconoscimento dell’alto valore giornalistico dell’attività di Shabelle Media Network al fine della promozione dei diritti civili in Somalia ed in particolare a tutela e denuncia degli abusi subiti da Fadumo Abdulkadir Hassan, la giornalista di Kasmo Radio (la Radio delle donne) stuprata degli operatori della polizia politica e operatori di Radio Mogadiscio Jebril Abdi e Abdicasis Africa,

DENUNCIA

che questo pomeriggio gli stessi Jebril Abdi e Abdicasis Africa hanno apertamente minacciato di morte i giornalisti di Shabelle Media Network ritenendolo l’unico modo per porre fine alla campagna svolta nei loro confronti perché siano mandati a processo per rispondere degli abusi compiuti su Fadumo Abdulkadir Hassan: un processo dal quale fino ad oggi sono stati tenuti lontani dai vertici del governo somalo che hanno invece provveduto a processare e condannare la stessa Fadumo Abdulkadir Hassan.

L’Associazione Migrare

INSISTE

affinché la comunità internazionale, ricordando l’appena trascorsa Festa della donna dell’8 marzo, imponga alle istituzioni di Mogadiscio di mobilitarsi per la tutela dei giornalisti di Shabelle Madia Network di fronte a minacce espressamente di morte intollerabili in sé e perché pretendono di porre il bavaglio ad una delle poche radio libere rimaste in Somalia la quale, peraltro, poco dopo aver diffuso la notizia della violenza su Fadumo, è stata sfrattata dai suoi locali dalla polizia politica e le sue strumentazioni di trasmissione sono state distrutte.

L’Associazione Migrare

CHIEDE CHE

– l’Italia, ed in particolare il Vice Ministro degli Esteri Lapo Pistelli, che in occasione della manifestazione del 7 marzo scorso presso la FNSI ha consegnato una targa ricordo a Fadumo Abdulkadir Hassan e ad Abdi Mohamed Ismail,  Direttore di Shabelle Media Network;

– l’ONU, ed in particolare il Dott. Nicholas Key, Rappresentante Speciale della missione per la Somalia UNSOM, che ha tra i suoi scopi fondamentali  proprio il tema dei diritti umani ed in particolare quelli di:

– promuovere la conoscenza e il rispetto dei diritti umani, con particolare attenzione alle donne, alla tutela dei minori e alla prevenzione dei conflitti legati alla sfera sessuale e di genere, contro la violenza e per il rafforzamento della giustizia in Somalia e nelle  istituzioni per i diritti umani, monitorare, indagare, prevenire e segnalare eventuali abusi o violazioni dei diritti umani e del diritto umanitario internazionale commessi in Somalia; sostenere il governo a rivedere, sviluppare, implementare quanto necessario nella legislazione in conformità con gli standard internazionali sui diritti umani.

la Comunità Europea, ed in particolare l’Alto rappresentante per la politica estera e di difesa Sig.ra Catherine Ashton, che è tra i principali donatori nell’ambito dei più importanti programmi volti ad assistere il settore pubblico, la polizia, il settore giudiziario, le istituzioni democratiche, i processi elettorali e la società civile della Somalia con un impegno di 650 milioni di Euro fino al 2016;

– gli Stati Uniti d’America, impegnati nella lotta al terrorismo di Al Shabab e partecipanti al “New Deal” adottato dai Paesi donatori lo scorso settembre 2013 a Bruxelles

impongano alle istituzioni di Mogadiscio di rientrare nelle regole di civiltà che la comunità  internazionale riconosce e, quindi, di far cessare le intimidazioni e le minacce di morte ai giornalisti di Shabelle Media Network  ricordando a quelle stesse istituzioni che sopravvivono solo grazie alla generosità del mondo che a quelle regole di civiltà non intende rinunciare.

Il Presidente
(Avv. Prof. Maurizio Calò)

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