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“Tenete alto il livello etico della comunicazione”. Il messaggio di Francesco alla Rai

 

La Rai deve “tenere alto il livello etico della comunicazione cercando di trasmettere sempre speranza anche attraverso l’informazione”. Papa Francesco ha intorno a sé la “grande famiglia del servizio pubblico”, come lui stesso la definisce e a cui riserva parole semplici e importanti. “La parola chiave che vorrei mettere subito in evidenza – dice Papa Bergoglio – è collaborazione, sia sul versante della radio, sia su quello della televisione. Ciascuno, nel proprio ruolo e con la propria responsabilitá, è chiamato a vigilare per tenere alto il livello etico della comunicazione, evitare disinformazione, diffamazione e calunnia che fanno tanto male”. C’è un crescendo di emozioni per gli ottomila della sala Paolo VI venuti da tutt’Italia, da tutte le sedi della Rai, quando il Papa attraversa la grande sala stringendo mani, accarezzando e baciando bambini. Un compleanno di quel servizio pubblico Rai, 90 anni di radio e 60 di televisione, attraverso il quale il popolo italiano, dice Francesco “ha sempre potuto accedere alle parole e, successivamente, alle immagini del Papa e agli eventi della Chiesa”. Francesco chiede alla Rai di essere al servizio della crescita umana, culturale e civile della società ma anche di essere “al servizio del bene comune, della bontà e della bellezza”. L’udienza della Rai, nella grande sala Nervi, raccoglie e applaude l’esortazione del Papa a illuminare il mestiere della comunicazione con qualità etica frutto di “coscienze attente, non superficiali, sempre rispettose delle persone, sia di quelle che sono oggetto di informazione, sia dei destinatari del messaggio”.

(nella foto il baciamano del dg Rai Luigi Gubitosi a Papa Francesco)

La Rai deve “tenere alto il livello etico della comunicazione cercando di trasmettere sempre speranza anche attraverso l’informazione”. Papa Francesco ha intorno a sé la “grande famiglia del servizio pubblico”, come lui stesso la definisce e a cui riserva parole semplici e importanti. “La parola chiave che vorrei mettere subito in evidenza – dice Papa Bergoglio – è collaborazione, sia sul versante della radio, sia su quello della televisione. Ciascuno, nel proprio ruolo e con la propria responsabilitá, è chiamato a vigilare per tenere alto il livello etico della comunicazione, evitare disinformazione, diffamazione e calunnia che fanno tanto male”. C’è un crescendo di emozioni per gli ottomila della sala Paolo VI venuti da tutt’Italia, da tutte le sedi della Rai, quando il Papa attraversa la grande sala stringendo mani, accarezzando e baciando bambini. Un compleanno di quel servizio pubblico Rai, 90 anni di radio e 60 di televisione, attraverso il quale il popolo italiano, dice Francesco “ha sempre potuto accedere alle parole e, successivamente, alle immagini del Papa e agli eventi della Chiesa”. Francesco chiede alla Rai di essere al servizio della crescita umana, culturale e civile della società ma anche di essere “al servizio del bene comune, della bontà e della bellezza”. L’udienza della Rai, nella grande sala Nervi, raccoglie e applaude l’esortazione del Papa a illuminare il mestiere della comunicazione con qualità etica frutto di “coscienze attente, non superficiali, sempre rispettose delle persone, sia di quelle che sono oggetto di informazione, sia dei destinatari del messaggio”. 

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